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Occupy OaklandLotte in corso. AMERICHE

strike usaSebbene l'attuale numero degli scioperi sia limitato in confronto a quello degli anni '40, quando negli Stati Uniti incrociava le braccia in media un lavoratore su dieci in un anno, il numero di lavoratori in sciopero nel paese è il più alto dagli anni '80.

I salariati americani stanno mostrando i muscoli per la prima volta da molti decenni e si potrebbe dire che, anche se non lo hanno dichiarato apertamente, nei fatti hanno dato vita a uno sciopero generale nazionale per ottenere salari e condizioni di lavoro migliori. Durante la pandemia milioni di lavoratori sono stati chiamati a fare enormi sacrifici, ora cominciano a chiedere il conto.

#ParoNacional 28 aprile 2021Un'imponente ondata di lotte sta scuotendo il Sudamerica alle prese con la crisi sanitaria e l'aumento della miseria

Da una settimana la Colombia è sull'orlo del caos a causa di una rivolta di massa che presenta caratteristiche simili a quella scoppiata in Cile alla fine del 2019, in seguito all'aumento del costo dei biglietti della metropolitana.

Ciò che ha spinto masse di colombiani a scendere e a manifestare nelle strade del paese è stata la riforma fiscale, proposta al parlamento dal presidente Iván Duque lo scorso 15 aprile, volta a "rendere le finanze pubbliche sostenibili nel contesto della crisi" e a "mantenere la fiducia degli investitori e dei finanziatori stranieri". La crisi dell'economia colombiana, accelerata dalla pandemia da Covid-19, nell'ultimo anno ha prodotto il fallimento di 500mila attività e la contrazione del Pil del 7%, e ora richiede nuovi sacrifici ad una popolazione già stremata. La proposta di legge è stata dunque la famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Suppor Amazon Workers Organizing"An injury to one is an injury to all" (un torto fatto a uno è un torto fatto a tutti).

Comincia con il classico e sempre valido slogan degli Industrial Workers of the World (IWW) la storia dei lavoratori del nuovo centro di distribuzione Amazon di Bessemer, un sobborgo del comune di Birmingham nello Stato dell'Alabama, dove da mesi alcuni dipendenti stanno provando ad organizzarsi per costituire un sindacato in azienda. Se ce la faranno, sarà la prima volta per Amazon negli Stati Uniti.

Lavoratori GoogleProve di coordinamento internazionale tra lavoratori al tempo del capitalismo delle piattaforme

Il nuovo anno si è aperto con l'annuncio della fondazione di un sindacato un po' particolare da parte di circa duecento lavoratori del settore informatico statunitense. Ne dà notizia il New York Times in un articolo del 4 gennaio intitolato "Hundreds of Google Employees Unionize, Culminating Years of Activism".

Alphabet Workers Union (AWU) è l'organizzazione sorta nel cuore del gigante dei servizi online Google ad opera di un gruppo di dipendenti che ha compreso l'importanza dell'unione dei lavoratori per migliorare le condizioni di lavoro in azienda. La nascita di questo sindacato atipico ha fatto discutere in tutto il mondo, sia perché la sindacalizzazione nel settore registra quote esigue, sia perché Google è sempre riuscita a boicottarne l'espansione attraverso i licenziamenti mirati e una scrupolosa attività di sorveglianza dei dipendenti.

Parlamento in fiamme a Città del GuatemaleContro la corruzione, contro presunti colpi di stato e contro misure economiche "lacrime e sangue", le piazze si riempiono di rabbia e di odio verso il potere costituito.

Dopo le manifestazioni oceaniche in Perù, le più partecipate da vent'anni a questa parte, dirette contro la classe politica e oggetto di una dura repressione da parte della polizia (almeno due i manifestanti uccisi e centinaia i feriti), è arrivato il turno del Guatemala. Nel paese sabato scorso sono scese per le strade di molte città migliaia di persone, incollerite per una legge finanziaria favorevole alle grandi imprese e penalizzante nei confronti delle classi sociali più povere (il 20% della popolazione detiene oltre il 50% dei consumi totali, e più del 20% vive in condizioni di estrema povertà). Nella capitale, Città del Guatemala, i manifestanti si sono diretti verso l'edificio sede del Congresso, che è stato dato alle fiamme.

Sciopero dei rider in Brasile - 1 luglio 2020Questo primo luglio in tutto il Brasile è stato realizzato un grande sciopero contro le imprese di delivery. L'iniziativa, nata a San Paolo ma cresciuta in tutte le grandi città e aree metropolitane del paese, e gestita da gruppi di lavoratori in maniera totalmente auto-organizzata, ha avuto una diffusione enormemente maggiore rispetto alle proteste realizzate nel settore negli ultimi anni, e sta mettendo in luce, in una situazione che per il Brasile è totalmente drammatica per via della pandemia, della crisi economica e dell'infame disuguaglianza sociale, il ruolo sempre più centrale dei lavoratori del delivery e della logistica urbana in generale per mantenere in vita importanti settori economici.

Le condizioni di vita e di lavoro dei salariati americani sono in continuo peggioramento, anche a causa della pandemia. A ciò si assomma la violenza di un sistema che risponde esclusivamente agli interessi dell'1%.

I conducenti di autobus di New York e Minneapolis si sono schierati dalla parte della propria classe rifiutandosi di trasportare i manifestanti arrestati dalla polizia durante i cortei in risposta all'assassinio di George Floyd lo scorso 25 maggio, morto per soffocamento durante un fermo della polizia a Minneapolis. Il TWU Local 100, che rappresenta gli impiegati del trasporto pubblico nella Metropolitan Transportation Authority di New York City, ha affermato che i suoi membri non lavorano per il dipartimento della polizia di NY e che perciò non vogliono farsi strumento della repressione statale. I video degli autisti che suonano il clacson in supporto ai manifestanti in strada hanno fatto il giro dei social network.

Sciopero in un Mc Donald's di OaklandIn un contesto di miseria assoluta crescente, dovuto anche alla pandemia, sono sempre meno accettabili le paghe da fame, e le violenze verbali e fisiche attuate rispettivamente da datori di lavoro e polizia. I senza riserve scendono in piazza contro il sistema dell'1%.

Lo sciopero al McDonald's di Oakland tra la 45ema strada e la Telegraph Avenue, cominciato martedì 26 maggio e proseguito anche il giorno seguente, arriva giusto una settimana dopo la protesta dei lavoratori della multinazionale del panino (#ProtectAllWorkers) in 20 città degli Stati Uniti contro quella che hanno definito la risposta fallimentare dell'azienda per la tutela dei dipendenti dalla pandemia.

Proteste nel quartiere El Bosque, a sud di SantiagoNegli Stati Uniti, dove i contagiati da Covid-19 sono 1,68 milioni e i morti 98.902, le misure di lockdown hanno spinto quasi 39 milioni di persone nel girone infernale della disoccupazione. Il passaggio da crisi sanitaria a crisi economica e sociale è stato breve, e non solo negli Usa.

L'America Latina, attuale epicentro della pandemia, registra 2,4 milioni di contagi e 143.000 decessi. In Brasile 391.222 persone hanno contratto il virus, oltre 24.500 sono morte, e quasi 39 milioni sono senza lavoro. Anche il Messico è stato colpito duramente dalla pandemia, contando quasi 70.000 casi di contagio e più di 7000 deceduti. In Guatemala la popolazione è scesa in strada, disperata, sventolando bandiere bianche per segnalare la mancanza di cibo, causata dalle misure di quarantena che hanno aggravato una situazione già drammatica: più del 60% dei guatemaltechi vive in povertà, e il tasso di malnutrizione infantile è fra i più alti al mondo. In Bolivia, a Cochabamba, l'11 maggio scorso i militari hanno represso con la forza (lacrimogeni e, sembra, anche pallottole) le mobilitazioni dei senza riserve contro il governo Añez. E il 25 maggio è tornato a farsi sentire l'Ecuador con nuove manifestazioni, organizzate da sindacati e vari movimenti, contro i licenziamenti e la miseria crescente. Secondo la Commissione economica per l'America Latina e i Caraibi (Eclac), quest'anno 215 milioni di persone (il 34,7% della popolazione regionale) cadranno nella povertà a causa degli effetti della pandemia.

Scioperi in Usa per il Covid 19Lunedì 30 marzo decine di lavoratori di Instacart, società che si occupa del servizio di consegna di generi alimentari presente in oltre 5.500 città degli Stati Uniti, hanno scioperato chiedendo aumenti salariali e misure di sicurezza per evitare il contagio da Coronavirus. A partire dalla stessa giornata, anche i dipendenti di Amazon sono entrati in agitazione, scioperando in diversi hub logistici del paese.

Una cinquantina di lavoratori hanno bloccato il magazzino di Staten Island, a New York, dove un dipendente è risultato positivo al Covid-19. Durante la protesta uno degli organizzatori, Chris Smalls, è stato licenziato; la notizia ha fatto il giro del paese ed è stata ripresa anche da alcuni media mainstream. In sciopero anche i lavoratori Amazon di Chicago, che hanno chiesto che le strutture produttive vengano chiuse e sanificate, e che gli addetti lasciati a casa siano pagati.