Lotte in corso. ITALIA
Nella città più cassaintegrata del paese e tra le più povere del Nord Italia, i confederali hanno aperto la "Vertenza Torino", organizzando una processione-sfilata per il prossimo 13 dicembre. I sindacati denunciano la perdita di quasi diecimila posti di lavoro dal 2008 al 2018 e dichiarano che le situazioni di crisi in corso coinvolgono circa 4 mila lavoratori (i settori in difficoltà vanno dall'industria all'edilizia, dalla grande distribuzione al terziario, dalla sanità alla pubblica amministrazione, con i casi Fca, Embraco, Lear, Manital e Auchan).
Dal canto suo, anche Intesa San Paolo dice di voler contribuire al contrasto della povertà e perciò ha organizzato un pranzo per trecento persone e famiglie in situazioni difficili presso la sede torinese della banca nel grattacielo di Renzo Piano.
Bologna, 19 ott. – Quaranta ciclofattorini bolognesi che consegnano per la piattaforma Just Eat perderanno il lavoro mercoledì prossimo. La notizia è stata loro comunicata da Food Pony, l'intermediario tra loro e la multinazionale londinese delle consegne. I lavoratori hanno deciso di scioperare fino a domenica e ora chiedono al committente, e cioè a Just Eat, di essere tutti riassunti con le condizioni lavorative attuali. Cioè con contratti di collaborazione coordinata continuativa a paga oraria. All'orizzonte per loro ci sarebbero invece semplici contratti occasionali, dove la paga è a cottimo puro. Più consegni più sei pagato. "Vogliamo un contratto vero", hanno detto ieri volantinando e informando la cittadinanza.
Di seguito il comunicato (tratto dalla pagina Fb Effetto Domino's) dei pizzaioli e dei fattorini di Domino's Pizza che sabato 29 giugno hanno scioperato per la prima volta.
Il fatturato di Domino's nel mondo è stato di 11 miliardi di dollari nel 2017 e il 52% di questo fatturato è costituito dai mercati internazionali. A fine 2018 Domino's Pizza Italia contava 21 punti di vendita e l'obiettivo per il 2019 è di raddoppiarne il numero.
Ma chi paga in realtà la rapida crescita dell'ennesima catena di fast-food specializzata nelle consegne a domicilio?
Venerdì 28 giugno è stato una giornata di sciopero sincronizzato per i rider di Milano, Torino e Bologna. Sul banco degli imputati Glovo, ma in realtà il nemico sono tutte le piattaforme del food delivery (UberEats, Deliveroo, Just Eat, ecc.), che sfruttano selvaggiamente i lavoratori per mezzo di contratti irregolari e paghe misere, e senza fornire l'assicurazione per gli infortuni, che non riconoscono neppure come tali.
A Bologna la mobilitazione è iniziata con un presidio rumoroso lanciato da Riders Union di fronte al McDonald's di via Ugo Bassi, che si è poi trasformato in corteo e ha paralizzato il traffico automobilistico al grido "no allo sfruttamento no alla precarietà, blocchiamo il servizio blocchiamo la città!".
Riportiamo di seguito il comunicato dei rider sui fatti del Primo Maggio a Torino
Mercoledì 1 maggio 2019
Questa mattina alle 9 ci siamo trovati/e in piazza Vittorio fra rider di tutte le aziende.
Abbiamo deciso di muoverci in bici per smarcarci dal corteo istituzionale che sfilava per le vie del centro.
Dopo un breve giro intorno a Piazza San Carlo, con la polizia a ronzare spericolatamente in mezzo al corteo su due ruote, abbiamo deciso di riprendere la piazza che ci spettava in quanto lavoratori in lotta.
Dopo alcuni tentativi di ricerca di un varco di accesso alla piazza, tutti conclusi con muri di poliziotti a blindo di ogni via, siamo lo stesso riusciti ad arrivare alla testa del corteo e a ribadire che come lavoratori e lavoratrici in lotta ci spettava entrare in piazza.
Il mondo del food delivery è in continuo subbuglio: siccome i lavoratori subiscono condizioni di lavoro semi-schiavili, sono costretti a ribellarsi, riscoprendo la forza dell'organizzazione immediata territoriale e stabilendo legami di solidarietà, anche internazionali, con altri settori del precariato.
Sabato 27 aprile 2019 circa un centinaio di rider torinesi di Glovo hanno incrociato le braccia per chiedere più salario, più tutele, più sicurezza sul lavoro. In piazza Santa Rita a Torino si è formato un presidio davanti al McDonald's che si è presto trasformato in un corteo su due ruote che ha attraversato le vie del centro, raccogliendo la solidarietà dei passanti e anche quella di altri lavoratori: in segno di appoggio e partecipazione alla protesta i fattorini di Food Pony (Just Eat) hanno infatti deciso di rifiutare gli ordini (riportiamo sotto i motivi delle mobilitazioni tratti dalla pagina Facebook Deliverance Project).
Già domenica 10 febbraio i rider di Deliveroo avevano scioperato a Bologna, incontrandosi fuori dal McDonald's di via Indipendenza e bloccando il servizio della piattaforma di food delivery. Tra le richieste dei precari in lotta, un salario su base oraria in riferimento al 5° livello della logistica integrato da un compenso di 5 euro a consegna, contributi pensionistici e assicurazione Inps e Inail contro infortuni e malattie a carico dell'azienda, l'abolizione del sistema di ranking a favore di un monte orario garantito, il chiarimento e la trasparenza sull’utilizzo dei dati ricavati dall’algoritmo.
Con la CRITICAL MASS RIDER di venerdì 26 Ottobre un gruppo di lavoratori e lavoratrici si è organizzato insieme ad amici e solidali in bicicletta ed ha protestato contro le condizioni di sfruttamento che gravano sui fattorini del food delivery durante una giornata di mobilitazione generale. La scelta dei lavoratori di Torino di lottare non è un caso isolato, ma accomuna i e le rider in molte parti d'Europa, che insieme si stanno organizzando per portare avanti le proprie rivendicazioni: dai rider di Deliveroo parigini che si sono mobilitati in modo continuativo negli scorsi 15 giorni, quelli di Ubereats a Londra, i e le glovers di Malaga e molti altri.
!!Il luogo dell'evento verrà pubblicato successivamente, vi invitiamo tutti e tutte a partecipare con le vostre bici!!
Siamo i rider: i lavoratori del Food Delivery che portano da mangiare nelle casa dei torinesi. Non siamo schiavi, non siamo "studentelli a cui piace andare in bici", siamo persone che lavorano per arrivare a fine mese, per pagare un affitto o, nella migliore delle ipotesi, mettere da parte due soldi per il futuro, e non accettiamo che la nostra dignità venga calpestata. Siamo stufi di ricevere pochi spiccioli, senza ferie, malattia e copertura per gli infortuni.
Ieri Domenica 7 ottobre i e le rider di Glovo si sono mobilitati facendo dei blocchi di fronte ai due dei principali Mc Donald di Torino a causa delle condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti: la paga è di 2€ lordi più 50 cent a km consegna; non è prevista un'assicurazione che copra danni inferiori ai 4 giorni di ricovero - nonostante i numerosi incidenti che continuano a susseguirsi sia a Torino che nelle altre città - e durante i turni di lavoro non c'è alcuna garanzia di ricevere degli ordini.
Nel frattempo il MC Donald (partner in esclusiva di Glovo) offre consegne gratis ai clienti e riempie di pubblicità la città in beffa ai lavoratori e alle lavoratrici pagati una miseria e costantemente sotto il ricatto delle valutazioni dei clienti e dell'app.