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Rivolta di Rosarno, CalabriaLotte in corso. ITALIA

Sciopero rider MilanoCome Rider in lotta Milano abbiamo partecipato alle recenti mobilitazioni dei lavoratori del food-delivery. Scriviamo qui alcune considerazioni sui fatti, i motivi, la composizione sociale e le pratiche di questi giorni di proteste.

Il motivo scatenante: il nuovo contratto

Il nuovo contratto nazionale siglato a settembre da Anar/Ugl e Assodelivery è entrato in vigore il 3 novembre, come "adeguamento" alla legge n°128 del 2 novembre 2019, che prevede la sottoscrizione di un contratto nazionale per il settore del food-delivery.

Scioperi rider MilanoA Milano dall'altro ieri i/le riders hanno iniziato a scioperare contro il nuovo contratto firmato da Assodelivery e UGL, dando vita a cortei spontanei che hanno attraverso tutta la città.

Ieri, lo sciopero è iniziato all'ora di pranzo con il rifiuto di accettare gli ordini e si è poi trasformato in un corteo spontaneo che da Piazza XXIV maggio si è spostato per tutta la città. A questo primo corteo ne è seguito un altro, sempre spontaneo e autorganizzato, partito dalla Stazione Centrale. Abbiamo attraversato tutta la città, bloccando Mc Donald e altri ristoranti, andando fuori dal supermercato di Glovo e impedendo ai colleghi in turno di effettuare gli ordini.

Sciopero rider Torino 30/10/2020In un contesto di crescente mobilitazione sociale, ieri in varie città d'Italia (Torino, Bologna, Milano, Roma, Napoli, ecc.) ci sono stati scioperi, iniziative e cortei dei rider contro l'accordo capestro firmato da Assodelivery (l'associazione datoriale delle piattaforme del cibo) e UGL.

Riportiamo di seguito il comunicato di "Deliverance Project", una delle esperienze più interessanti nel panorama italiano della gig-economy, sulla giornata di lotta del 30 ottobre a Torino e un video dello sciopero a Bologna.

Nuovo contratto nazionale riderIl primo accordo nazionale sul food delivery in Europa è stato firmato ieri dall'Associazione di categoria delle aziende (Assodelivery) e il sindacato UGL. In realtà non si tratta di un accordo ma dell'ennesima imposizione di condizioni di precarietà e ricatto, ed è addirittura peggiorativo della legge Catalfo - Di Maio dello scorso novembre.

UGL RIDER infatti oltre a non rappresentare i lavoratori e le lavoratrici del settore, nasce negli uffici di Glovo (e non si tratta di una metafora: https://www.facebook.com/DeliveranceProject/videos/637264683552497) come ANAR - Associazione Nazionale Autonoma Rider - e poi confluisce nel sindacato di destra.

Primo maggio riders Torino

Comunicato di Deliverance Project sullo sciopero dei rider di Torino il Primo Maggio

Nella città deserta che aspira al ritorno alla normalità, per un giorno abbiamo riscoperto la normalità della lotta rider. Hanno provato a farci credere che lavorare fosse essenziale e lottare pericoloso. La verità è che essenziali, per le aziende, sono solo i profitti, da garantirsi ad ogni costo a scapito dei salari dei lavoratori. E per i lavoratori sarà essenziale la lotta, per evitare che questa crisi sia l'ennesima occasione per stravolgere le regole del lavoro e perfezionare il dominio sulle nostre vite.

rider 01052020Un primo maggio di lotta per i lavoratori del food delivery che chiamano lo sciopero contro le infime condizioni di lavoro a cui erano sottoposti e che, come già abbiamo avuto modo di raccontare ai microfoni di Radio BlackOut, dall'avvento del coronavirus sono riuscite contro ogni previsione a peggiorare ulteriormente.

Per prepararsi a a questo sciopero sono state pubblicate sulla pagina facebook Deliverance Project, e che riproponiamo dopo il podcast, una serie di analisi e riflessioni sulle principali caratteristiche della gig economy in tempi di pandemia, ma non solo, e quelle che potrebbero essere delle richieste base da pretendere dalle aziende.

We are 99%Per evitare l'incendio sociale, i cui primi bagliori si sono intravisti in alcune regioni del Sud Italia, il governo sta pensando di erogare, oltre al macchinoso e inconcludente sistema dei pacchi per la spesa (400 milioni di euro che i comuni dovranno usare per buoni e generi di prima necessità per gli indigenti), un "Reddito di emergenza". Per adesso non si hanno elementi certi, visto che l'importo non è stato fissato (alcune fonti giornalistiche parlano di un ammontare complessivo di 6 miliardi di euro), e non è stata specificata la platea dei beneficiari. La misura sembra quasi rispondere alla campagna per il #RedditodiQuarantena, lanciata da alcuni centri sociali e sindacati di base per mettere in luce l'urgenza di un reddito di esistenza in questo periodo di emergenza. Peccato però che l'emergenza durerà anche dopo la quarantena.

Palermo - pattuglie al LidlSulla spinta dell'ondata di scioperi spontanei nelle fabbriche e nei magazzini di mezza Italia (partita dalla Fca di Pomigliano il 10 marzo) al grido "non siamo carne da macello", i confederali hanno indetto per martedì 25 marzo 8 ore di sciopero del settore metalmeccanico (a cui hanno aderito tessili, chimici e lavoratori della gomma plastica) in Lombardia, la regione più colpita dal Coronavirus. La chiamata all'astensione dal lavoro ha ottenuto una risposta positiva coinvolgendo dal 60 al 90% degli addetti. L'emittente Radio Onda d'Urto riporta che hanno incrociato le braccia gli operai delle aziende Fad Assali, Leonessa, Omr, Industrie Saleri Italo, Camozzi di Polpenazze del Garda e Lumezzane, Sepal, Cavagna Group, Pedrotti Normalizzati, Innse Berardi, Fmg, Invatec-Medtronic, Tovo Gomma, Greif e Ave, e altre ancora.

L'inaffondabile corazzata Amazon, che in questi giorni sta lavorando a pieno regime con un aumento dei profitti notevole cercando di conquistare ulteriori fette di mercato nel mondo del commercio quasi completamente chiuso al pubblico, inizia ad avere i primi problemi.

"Non siamo carne da macello."

E' con questo slogan che i driver modenesi, lavoratori di Sda, Gls, Tnt e Brt di Modena, così come sta accadendo in molte altre parti della penisola, hanno iniziato oggi l'astensione dal lavoro per rischio ogettivo legato al diffondersi dell'epidemia coronavirus.

Riportiamo, in questa occasione, una testimonianza che ci è pervenuta nei giorni scorsi da parte di un lavorare della logistica: