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Rivolta di Rosarno, CalabriaLotte in corso. ITALIA

Già domenica 10 febbraio i rider di Deliveroo avevano scioperato a Bologna, incontrandosi fuori dal McDonald's di via Indipendenza e bloccando il servizio della piattaforma di food delivery. Tra le richieste dei precari in lotta, un salario su base oraria in riferimento al 5° livello della logistica integrato da un compenso di 5 euro a consegna, contributi pensionistici e assicurazione Inps e Inail contro infortuni e malattie a carico dell'azienda, l'abolizione del sistema di ranking a favore di un monte orario garantito, il chiarimento e la trasparenza sull’utilizzo dei dati ricavati dall’algoritmo.

Con la CRITICAL MASS RIDER di venerdì 26 Ottobre un gruppo di lavoratori e lavoratrici si è organizzato insieme ad amici e solidali in bicicletta ed ha protestato contro le condizioni di sfruttamento che gravano sui fattorini del food delivery durante una giornata di mobilitazione generale. La scelta dei lavoratori di Torino di lottare non è un caso isolato, ma accomuna i e le rider in molte parti d'Europa, che insieme si stanno organizzando per portare avanti le proprie rivendicazioni: dai rider di Deliveroo parigini che si sono mobilitati in modo continuativo negli scorsi 15 giorni, quelli di Ubereats a Londra, i e le glovers di Malaga e molti altri.

!!Il luogo dell'evento verrà pubblicato successivamente, vi invitiamo tutti e tutte a partecipare con le vostre bici!!

Siamo i rider: i lavoratori del Food Delivery che portano da mangiare nelle casa dei torinesi. Non siamo schiavi, non siamo "studentelli a cui piace andare in bici", siamo persone che lavorano per arrivare a fine mese, per pagare un affitto o, nella migliore delle ipotesi, mettere da parte due soldi per il futuro, e non accettiamo che la nostra dignità venga calpestata. Siamo stufi di ricevere pochi spiccioli, senza ferie, malattia e copertura per gli infortuni.

Glovo TorinoIeri Domenica 7 ottobre i e le rider di Glovo si sono mobilitati facendo dei blocchi di fronte ai due dei principali Mc Donald di Torino a causa delle condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti: la paga è di 2€ lordi più 50 cent a km consegna; non è prevista un'assicurazione che copra danni inferiori ai 4 giorni di ricovero - nonostante i numerosi incidenti che continuano a susseguirsi sia a Torino che nelle altre città - e durante i turni di lavoro non c'è alcuna garanzia di ricevere degli ordini.

Nel frattempo il MC Donald (partner in esclusiva di Glovo) offre consegne gratis ai clienti e riempie di pubblicità la città in beffa ai lavoratori e alle lavoratrici pagati una miseria e costantemente sotto il ricatto delle valutazioni dei clienti e dell'app.

Oggi un gruppo di rider, stanchi e stanche di un rapporto di lavoro virtuale e fatto di sole telefonate, mail e app ha fatto visita negli uffici di Glovo a Torino.

La responsabile della flotta (glover specialist) ci ha sbattuti fuori dagli uffici voltandoci le spalle e chiedendo al responsabile del coworking di "fare quello che deve fare..."

Ancora una volta dobbiamo portare pazienza... ma la pazienza è finita. Alla fine a scopo intimidatorio sono stati perfino chiamati i carabinieri nonostante nulla sia successo se non la ricerca di un confronto concreto!

Ieri sera RIDER di Glovo, Foodora, Deliveroo, EatInTime e JustEat hanno scelto di sfidare il caldo e il traffico per portare la loro forza e allegria tra le strade della città. Un bellissimo momento di lotta e solidarietà, una forza che si è presa i suoi spazi e i suoi tempi all'interno della città. Una massa imprevedibile in bicicletta capace di neutralizzare la pressione della polizia, smarcandosi costantemente da motociclette, macchine in borghese e vigili in graziella. Quella di ieri però non è stata solo una festa itinerante ma un segnale chiaro e deciso per ribadire che non bastano più le belle parole. Politici nazionali e locali in una continua ricerca di consensi promettono di dare battaglia alla precarietà, pubblicizzando decreti e leggi regionali che dovrebbero costringere le aziende ad assumere i lavoratori come dipendenti, ma tutto si risolve in vuoti slogan autopromozionali.

Ieri, 13 aprile, una trentina di lavoratori di Torino e Milano, insieme ad alcuni solidali, hanno occupato gli uffici centrali di Deliveroo a Milano. L'obiettivo: ottenere una risposta immediata alle richieste già da tempo formulate, e ribadite con l'ultimo sciopero torinese. Richieste davanti alle quali la dirigenza ha sempre fatto finta di niente, e così i ciclofattorini hanno deciso di andarla a trovare. Per tutta risposta Deliveroo ha mostrato il pugno duro chiamando la polizia antisommossa, che è entrata nella sede dell'azienda e ha spinto fuori tutti i riders e i solidali. Domenica 15 aprile a Bologna si terrà un'assemblea pubblica - organizzata dal collettivo Riders Union Bologna - per il coordinamento delle lotte nel mondo del food delivery, a cui parteciperanno lavoratori provenienti da più città. E' in programma anche la preparazione di un Primo Maggio di lotta dei riders.

Ieri sera (20 Marzo 2018) i lavoratori di Deliveroo Torino hanno interrotto il servizio di consegne di cibo a domicilio e non hanno accettato ordini dalla piattaforma dalle 19 alle 23.
L'Assemblea dei Lavoratori ha deciso di scendere dalla sella ed incrociare le gambe a seguito dello stravolgimento del sistema di organizzazione del lavoro introdotto dall'azienda senza il minimo coinvolgimento.
A Deliveroo Italia sono bastate poche e-mail per introdurre un nuovo sistema di pagamento ed un altrettanto innovativo sistema di distribuzione dei turni.
Il cottimo sarà la regola per gli assunti dal 20 Febbraio in poi, agli altri invece resta facoltà di scelta, ma solo fino a dicembre 2018.

Sciopero rider BolognaDalle 19 alle 21 di ieri i ciclo-fattorini bolognesi che consegnano pasti a domicilio tramite le piattaforme digitali hanno provato bloccare la maggior parte degli incarichi e hanno partecipato a una "critical mass" per le strade del capoluogo emiliano. Lo sciopero è avvenuto in un altro giorno di neve. In condizioni simili si era svolta la prima giornata di astensione dal "gig-work" ("lavoretto"): era il 13 novembre 2017. Lo slogan è stato efficace: "Una pizza non vale il rischio".

Una protesta simile è stata realizzata nel "Black Friday", il venerdì americano delle spese pazze a prezzi scontati. Era il 28 novembre. In piazza fattorini di Just eat, Deliveroo e Sgnam, riuniti nel collettivo "Riders union Bologna".

Mobilitazione dei rider contro il cottimo e le intimidazioni padronali.

Ieri sera a Bologna una ventina di rider della piattaforma di food delivery Glovo hanno bloccato per due ore il servizio di consegna. Lo sciopero è stato deciso dai lavoratori in seguito all'introduzione del nuovo minimo orario, passato da 6 a 4€ all'ora, e di numerosi atteggiamenti intimidatori messi in atto dall'azienda.

"Abbiamo attraversato le vie della città di Bologna – scrivono i ciclofattorini - non per consegnare gli ordini come tutte le sere ma insieme, per scandire le nostre rivendicazioni. Facendo tappa nei McDonald's e nelle principali attività servite da Glovo e concludendo con uno speaker corner in Piazza Maggiore abbiamo raccontato la nostra condizione di lavoro e ricevuto tantissimi attestati di solidarietà da clienti e passanti.