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Rivolta di Rosarno, CalabriaLotte in corso. ITALIA

Oggi un gruppo di rider, stanchi e stanche di un rapporto di lavoro virtuale e fatto di sole telefonate, mail e app ha fatto visita negli uffici di Glovo a Torino.

La responsabile della flotta (glover specialist) ci ha sbattuti fuori dagli uffici voltandoci le spalle e chiedendo al responsabile del coworking di "fare quello che deve fare..."

Ancora una volta dobbiamo portare pazienza... ma la pazienza è finita. Alla fine a scopo intimidatorio sono stati perfino chiamati i carabinieri nonostante nulla sia successo se non la ricerca di un confronto concreto!

Ieri sera RIDER di Glovo, Foodora, Deliveroo, EatInTime e JustEat hanno scelto di sfidare il caldo e il traffico per portare la loro forza e allegria tra le strade della città. Un bellissimo momento di lotta e solidarietà, una forza che si è presa i suoi spazi e i suoi tempi all'interno della città. Una massa imprevedibile in bicicletta capace di neutralizzare la pressione della polizia, smarcandosi costantemente da motociclette, macchine in borghese e vigili in graziella. Quella di ieri però non è stata solo una festa itinerante ma un segnale chiaro e deciso per ribadire che non bastano più le belle parole. Politici nazionali e locali in una continua ricerca di consensi promettono di dare battaglia alla precarietà, pubblicizzando decreti e leggi regionali che dovrebbero costringere le aziende ad assumere i lavoratori come dipendenti, ma tutto si risolve in vuoti slogan autopromozionali.

Ieri, 13 aprile, una trentina di lavoratori di Torino e Milano, insieme ad alcuni solidali, hanno occupato gli uffici centrali di Deliveroo a Milano. L'obiettivo: ottenere una risposta immediata alle richieste già da tempo formulate, e ribadite con l'ultimo sciopero torinese. Richieste davanti alle quali la dirigenza ha sempre fatto finta di niente, e così i ciclofattorini hanno deciso di andarla a trovare. Per tutta risposta Deliveroo ha mostrato il pugno duro chiamando la polizia antisommossa, che è entrata nella sede dell'azienda e ha spinto fuori tutti i riders e i solidali. Domenica 15 aprile a Bologna si terrà un'assemblea pubblica - organizzata dal collettivo Riders Union Bologna - per il coordinamento delle lotte nel mondo del food delivery, a cui parteciperanno lavoratori provenienti da più città. E' in programma anche la preparazione di un Primo Maggio di lotta dei riders.

Ieri sera (20 Marzo 2018) i lavoratori di Deliveroo Torino hanno interrotto il servizio di consegne di cibo a domicilio e non hanno accettato ordini dalla piattaforma dalle 19 alle 23.
L'Assemblea dei Lavoratori ha deciso di scendere dalla sella ed incrociare le gambe a seguito dello stravolgimento del sistema di organizzazione del lavoro introdotto dall'azienda senza il minimo coinvolgimento.
A Deliveroo Italia sono bastate poche e-mail per introdurre un nuovo sistema di pagamento ed un altrettanto innovativo sistema di distribuzione dei turni.
Il cottimo sarà la regola per gli assunti dal 20 Febbraio in poi, agli altri invece resta facoltà di scelta, ma solo fino a dicembre 2018.

Sciopero rider BolognaDalle 19 alle 21 di ieri i ciclo-fattorini bolognesi che consegnano pasti a domicilio tramite le piattaforme digitali hanno provato bloccare la maggior parte degli incarichi e hanno partecipato a una "critical mass" per le strade del capoluogo emiliano. Lo sciopero è avvenuto in un altro giorno di neve. In condizioni simili si era svolta la prima giornata di astensione dal "gig-work" ("lavoretto"): era il 13 novembre 2017. Lo slogan è stato efficace: "Una pizza non vale il rischio".

Una protesta simile è stata realizzata nel "Black Friday", il venerdì americano delle spese pazze a prezzi scontati. Era il 28 novembre. In piazza fattorini di Just eat, Deliveroo e Sgnam, riuniti nel collettivo "Riders union Bologna".

Mobilitazione dei rider contro il cottimo e le intimidazioni padronali.

Ieri sera a Bologna una ventina di rider della piattaforma di food delivery Glovo hanno bloccato per due ore il servizio di consegna. Lo sciopero è stato deciso dai lavoratori in seguito all'introduzione del nuovo minimo orario, passato da 6 a 4€ all'ora, e di numerosi atteggiamenti intimidatori messi in atto dall'azienda.

"Abbiamo attraversato le vie della città di Bologna – scrivono i ciclofattorini - non per consegnare gli ordini come tutte le sere ma insieme, per scandire le nostre rivendicazioni. Facendo tappa nei McDonald's e nelle principali attività servite da Glovo e concludendo con uno speaker corner in Piazza Maggiore abbiamo raccontato la nostra condizione di lavoro e ricevuto tantissimi attestati di solidarietà da clienti e passanti.

Alcune piccole e grandi iniziative di lotta hanno trasformato il Black Friday, la giornata dello shopping che dagli Stati Uniti ha contagiato l'Europa, in un Red Friday, un venerdì rosso. L'appuntamento più atteso - e più pubblicizzato dai giornali - è stato lo sciopero organizzato dai confederali nel magazzino Amazon di Castel San Giovanni a Piacenza, a cui hanno aderito, dichiara la Cgil nella consueta guerra delle cifre, circa il 60% dei lavoratori. Se fosse vero, sarebbe un ottimo risultato trattandosi della prima volta in Italia per il colosso dell'e-commerce. Resta il fatto che i lavoratori in somministrazione – quelli che temono di perdere il posto di lavoro e che vengono assunti dalle agenzie interinali, come Adecco e Manpower, per far fronte ai picchi di vendite – non hanno scioperato.

La protesta. "Black Friday" di mobilitazione domani al centro spedizioni di Piacenza: "Paghe migliori e turni sostenibili". La multinazionale Usa non concede l'integrativo, ma replica: "Abbiamo i salari più alti di tutta la logistica". I sindacati hanno deciso il blocco nel giorno di picco delle vendite

Hanno deciso di bloccare Amazon nel giorno in cui le vendite raggiungono il picco annuale: il Black Friday degli sconti. Un venerdì, domani, che rischia di rivelarsi davvero "nero" per la multinazionale statunitense leader globale del commercio on line. I 4 mila addetti dell'enorme hub spedizioni di Castelsangiovanni nel piacentino – circa 70 mila metri quadrati, pari a 11 campi di calcio – hanno avuto il coraggio di alzare la testa e rivendicano migliori retribuzioni, turni più sostenibili e un contratto integrativo aziendale.

Oggi [13 novembre] a Bologna c'è stata una nevicata straordinaria che ha rapidamente ricoperto la città e reso le strade insicure e impraticabili.

Nonostante la circolazione impossibile, le maggiori società di food delivery hanno preteso di continuare a macinare profitti, ignorando del tutto i rischi per i propri fattorini.

Ma oggi s'è verificato un altro fatto straordinario: moltissimi e moltissime riders come noi si sono spontaneamente rifiutat@ di lavorare a queste condizioni, costringendo i "signori del cibo a domicilio" - su tutti JustEat, Deliveroo e Sgnam – a sospendere il servizio per l'intera giornata!

Giornata di scioperi e manifestazioni in tutta Italia. Il sindacalismo di base – Cub, Si Cobas, Sgb, Usi-Ait e Slai Cobas – ha tenuto lo sciopero generale in tutti i settori come "ferma opposizione – si legge nella piattaforma rivendicativa – alle norme sulla rappresentanza e alla riduzione dei diritti sindacali negati dagli accordi sottoscritti dai confederali sia per quanto riguarda il comparto privato che quello pubblico".

Il governo ha precettato i lavoratori di tutto il comparto trasporti limitando lo sciopero, che per le altre categorie si estendeva all'intera giornata, a sole 4 ore. Ma la partecipazione è stata massiccia a Torino- dalle 15 alle 19 – con disagi alla circolazione in tutta la città.