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Sciopero deliveroo SpagnaLotte in corso. EUROPA

attivisti sindacali a Istanbul bloccano una stradaGli scontri tra manifestanti e polizia in varie citta' turche sono stati accompagnati nella notte da oltre 500 fermi; e intanto oggi vari sindacati turchi si preparano a una giornata di scioperi, dichiarati illegali dal ministro dell'interno, contro la repressione. - "La nostra richiesta è che la violenza della polizia cessi immediatamente", ha detto alla France presse il portavoce di KESK, Baki Cinar. I sindacati rappresentano centinaia di migliaia di lavoratori e molto probabilmente lo sciopero avrà riprecussioni su scuole, ospedali e uffici pubblici in tutto il Paese.

turkish-encampment-gezi-or-taksim-qmarkAmici e amiche di tutte le città del mondo, vi invitiamo questo fine settimana a riunirvi e reclamare i vostri spazi pubblici, mostrando solidarietà per #OccupyGezi e le numerose manifestazioni in Turchia.

Quello che è iniziato come una piccola occupazione per proteggere Gezi Park, in Istanbul, è esplosa nei giorni seguenti diventando una protesta di massa e espandendosi in tutta la Turchia. L’uso indiscriminato e fuori misura della violenza da parte della polizia è stato un fattore che ha aiutato la diffusione della protesta. Così come Gezi Park cristalizza la lotta per difendere lo spazio pubblico, sequestrato dall’autoritarismo neoliberale, i gas al peperoncino con cui le forze dell’ordine hanno ricoperto Istanbul, sono una perfetta metafora della mancanza di aria di cui abbiamo bisogno per vivere.

turkish springLe proteste sono iniziate contro il piano del governo per trasformare un parco pubblico di Istanbul, il Gezi Park di Taksim, in un centro commerciale. La dura repressione che si è abbattuta sui manifestanti è stata la scintilla che ha fatto divampare l'incendio in tutta la Turchia. La rivolta si è diffusa ad altre città ed i social network sono diventati neuroni e sinapsi di un movimento che è uscito dai confini nazionali per assumere un respiro di portata mondiale.

Non a caso, all'indomani delle grandi manifestazioni di Istanbul e Ankara, il premier Erdogan ha definito le reti sociali "una minaccia per la società". I manifestanti non lasciano le piazze e vogliono un cambiamento reale ora. Si sono collegati spontaneamente alle piattaforme internet di Occupy Wall Street e degli Indignados ed hanno ricevuto solidarietà dai quattro angoli del pianeta.

Grito mudo #12M. Madrid, Puerta del Sol. Un "sí, se puede" collettivo, per il cambiamento di cui abbiamo bisogno!

mayoglobalNel mese di maggio importante serie di mobilitazioni in tutta la Spagna e oltre. "Vogliamo tutto e lo vogliamo adesso. Se sei dello stesso parere, unisciti a noi!"

#12M15M

#15M

#Mayo2013

#Acampadasol

#Mayoglobal

proteste Spagna Migliaia di persone hanno riempito oggi plaza Neptuno, a Madrid, per l’assedio al Parlamento convocato dalla piattaforma 'En Pie!' che riunisce diverse realtà dei movimenti spagnoli; una manifestazione in cui chiedere con forza le dimissioni dell'esecutivo di Rajoy, leader del Partido Popular, e la fine delle politiche di austerità che hanno colpito duramente la Spagna in questi anni di governo a guida del PP.

Il concentramento in plaza Neptuno era stato convocato per le 17 ma già nelle ore precedenti un impressionante dispiego di forze dell'ordine ha blindato completamente la zona: in tutto più di 1400 agenti schierati assieme a una lunga fila di transenne e blindati che bloccavano l'accesso al palazzo 'Carrera de San Jerónimo' che ospita il congresso e alle vie adiacenti.

madrid_stataliDopo studenti, minatori e disoccupati, in questi giorni hanno iniziato a protestare contro le misure di austerity del governo Rajoy anche i dipendenti statali. Medici, pompieri, agenti di polizia e autisti dei mezzi pubblici sono scesi nelle piazze di Madrid per gridare "no" ai tagli al settore pubblico.

Le proteste sono ricominciate ieri, 24 luglio, quando un gruppo di lavoratori ha occupato spontaneamente l’ospedale della capitale spagnola. Spontaneamente, perché si tratta di un’iniziativa che non rientra nelle proteste organizzate dai sindacati. Non solo si protesta contro i tagli, infatti, ma anche contro le privatizzazioni di centri pubblici nel settore sanitario.

Molte manifestazioni hanno preso vita in maniera improvvisata per creare disagio. Quella di ieri, è solo l’ultima di una serie di proteste non annunciate che si sono avute negli ultimi giorni, tra la tensione e la violenza degli scontri che avvengono puntualmente tra le forze dell’ordine e i dimostranti.

madridTerza notte consecutiva di blocchi e manifestazioni dei dipendenti pubblici nel centro di Madrid. E nuove scaramucce con la Polizia in assetto antisommossa. Anche Polizia ed Esercito protestano contro i tagli imposti dal governo di destra commissariato dall'UE.

Terza giornata di manifestazioni nel centro di Madrid dei dipendenti pubblici e di altri settori in lotta, dai cosiddetti 'indignados' agli insegnanti mobilitati in difesa dell'istruzione pubblica. Ieri sera alcune centinaia di lavoratori dell'amministrazione dello Stato si sono concentrati in Plaza de Neptuno ed hanno bloccato il traffico su Paseo del Prado, una delle principali arterie della capitale. Dopo l'intervento della Polizia i manifestanti – alcuni dei quali sono stati identificati dagli agenti - hanno deciso di interrompere la protesta ma solo dopo due ore dal suo inizio. Le proteste contro i tagli di Rajoy al settore pubblico – in particolare contro i licenziamenti e la soppressione della tredicesima - erano iniziate nel tardo pomeriggio nelle vicinanze della sede del Congresso dei Deputati, blindato dalla Polizia che aveva completamente circondato il Parlamento con barriere e transenne.

minerosAnte la reconversión salvaje del sector minero, con miles de familias afectadas cuyo futuro es más incierto que nunca, Democracia real YA! quiere dejar constancia de su apoyo incondicional a la lucha de los mineros de las cuencas del carbón, que han iniciado una marcha a Madrid que culminará el 11 de Julio en una gran manifestación en la capital. Invitamos a la ciudadanía a acudir y apoyarla, uniéndose a las reivindicaciones de los mineros, que son las de tod@s, e iniciando un movimiento de protesta global que frene la oleada generalizada de recortes de derechos y prestaciones que vivimos.

Las cuencas mineras necesitan respuestas y las necesitan desde este preciso instante, con objetivos a corto, medio y largo plazo. A corto plazo es necesario defender los puestos de trabajo para evitar la tragedia social que se vive desde hace años en estas zonas por parte de las familias trabajadoras. Y a medio y largo plazo es necesario impulsar alternativas reales de empleo en sectores energéticos no contaminantes que permitan salir de la crisis sin hipotecar el futuro.

global_solidarityIl 1° maggio è la giornata internazionale dei lavoratori e delle lavoratrici. In moltissime città del mondo saremo milioni a manifestare per difendere i nostri diritti.
Da trent'anni le nostre società stanno regredendo una dopo l'altra, ogni nuovo governo è complice dei mercati finanziari, si piega e ci costringe a piegarci ai loro dictat.
Noi subiamo le ineguaglianze ogni giorno in aumento, la paura di essere licenziati/e, la politica dei numeri, lo stress, la competizione, il blocco dei salari, la soppressione degli effettivi, la perdita del senso del lavoro, le delocalizzazioni, la precarietà, la disoccupazione…

Ogni giorno, siamo un pò di più a cadere nella precarietà, a soffrire del nostro lavoro e talvolta a cadere.
Le nostre libertà e i nostri diritti diminuiscono, fra questi il più essenziale: quello di decidere, insieme, delle nostre vite.
Non siamo più in democrazia.
Questa situazione la condividiamo con molti paesi…