Lotte in corso. EUROPA
I macchinisti tedeschi hanno iniziato uno sciopero di una settimana, l'ottavo in 10 mesi di trattative salariali e il più lungo nella storia del settore ferroviario in Germania. I conducenti dei treni hanno incrociato le braccia nel pomeriggio di lunedì 4 maggio, fermando i convogli per il trasporto di merci e persone.
GDL (Gewerkschaft Deutscher Lokomotivführer), il sindacato che ha proclamato lo sciopero, rivendica un aumento salariale del 5% e la riduzione della settimana lavorativa da 39 a 37 ore. Inoltre chiede di negoziare per conto di altri dipendenti, inclusi gli steward dei treni.
Pubblichiamo la traduzione del comunicato, di Barrios Despiertos, di solidaretà ai lavoratori della multinazionale Telefonica in lotta in tutto lo Stato Spagnolo.
E' interessante notare come le strategie padronali di attacco ai lavoratori ricalchino pedissequamente strategie viste e riviste anche in Italia: affidamento a terzi di parte delle attività e deresponsabilizzazione formale da parte della multinazionale nei confronti delle richieste e proteste dei lavoratori. Ma è interessante soprattutto sostenere la lotta di questi lavoratori e i livelli di solidarietà che altri gruppi di lavoratori in città stanno mettendo in campo, cercando innnanzitutto di superare le divisioni sindacali e compattare un fronte ampio di lotta.
Disagi a Londra per lo sciopero degli autobus che sta interessando la quasi totalità delle linee. E' quanto ha annunciato Transport for London (Tfl), società che gestisce i trasporti della capitale. Si sono formate lunghe code alle stazioni e i pendolari hanno cercato di prendere mezzi alternativi, come la metropolitana e i taxi. A essere particolarmente intasate sono state le stazioni di King's Cross-St Pancras, di Bank, di Oxford Circus e di Hammersmith.
Molti i picchetti di fronte ai depositi dove i lavoratori hanno volantinato le ragioni dello sciopero. L'agitazione dura 24 ore e coinvolge gli autisti di 18 compagnie, i quali chiedono un miglior trattamento economico e il superamento del gap salariale tra le diverse compagnie. Per la stessa ragione era stato organizzato un altro sciopero il 13 gennaio scorso.
Avevamo seguito la proclamazione dello sciopero dei metalmeccanici in Turchia pochi giorni fa. Ora arriva la sospensione da parte del governo.
Un atto di forza reso possibile dall'assetto legislativo del paese cui, non a caso, guardano con estremo favore i capitalisti ed i governi nostrani, ricordandoci, ancora una volta, che il paese che ha vissuto la rivolta del Gezi Park, la strage dei minatori di Soma, le dure lotte dei lavoratori del settore aereo, di quello delle telecomunicazioni, ecc., più che rappresentare un passato che ormai per noi è definitivamente alle spalle, costituisce un futuro possibile e, da qualcuno, addirittura agognato. La continua limitazione al diritto di sciopero cui assistiamo in Italia è un esempio tangibile.
E' cominciato ieri lo sciopero nel comparto metalmeccanico in Turchia. La mobilitazione è stata indetta dal DISK (Confederation of Progressive Trade Unions of Turkey), una delle maggiori unioni sindacali del paese, e in particolare dall'organizzazione di settore Birlesik Metal-Is, a seguito delle decisioni prese dalle assemblee di fabbrica. Le città coinvolte dallo sciopero sono Osmaniye, Hatay, Mersin, Konya, Kocaeli, Bursa, Izmir, Bilecik, Istanbul e Gebze. In tutto si bloccheranno 22 fabbriche per un totale di circa 20 mila operai, di cui 15 mila iscritti ad un sindacato.
La richiesta principale della piattaforma presentata da Birlesik Metal-Is riguarda il miglioramento salariale per i lavoratori meno pagati. In Turchia, nel settore metalmeccanico, c'è una grande differenza di salario fra operai che fanno lo stesso lavoro; il sindacato chiede di riequilibrare la disparità con un aumento generale per chi guadagna meno prima di procedere con altri incrementi retributivi.
In Germania circa settantamila metalmeccanici, soprattutto dell'industria automobilistica, sono in sciopero, mentre sono in corso i negoziati salariali. Le imprese colpite dalle sciopero sono trecento, secondo quanto riferito dal sindacato Ig metal.
Queste prime azioni sono scioperi "di avvertimento", in cui lavoratori incrociano le braccia per qualche ora. Se i negoziati dovessero fallire, si passerà alla fase successiva dello sciopero illimitato.
Il sindacato chiede un aumento salariale del 5,5 per cento per quattro milioni di lavoratori. I datori di lavoro hanno risposto con la proposta di un aumento del 2,2 per cento. Afp
Traffico in tilt a Londra per lo sciopero di 24 ore convocato dal sindacato dei trasporti UNITE per chiedere l'applicazione di un unico contratto e di analoghe condizioni di lavoro e stipendi per tutti i lavoratori degli autobus cittadini. Nella capitale infatti i circa 27mila dipendenti delle 18 compagnie private che gestiscono il trasporto pubblico hanno retribuzioni e regole contrattuali molto diverse tra loro (fino a 3 sterline di differenza per un'ora di lavoro). Una condizione che rischia di diventare normale anche in Italia se i processi di privatizzazione andranno avanti.
Secondo quanto riferisce il Telegraph UNITE dichiara che circa 20mila lavoratori hanno incrociato le braccia. Sono stati organizzati picchetti davanti a oltre 70 rimesse e – secondo Transport for London – circa due terzi dei bus sono rimasti fermi causando "danni significativi al servizio bus a Londra".
In Belgio dopo il grande sciopero generale del 6 novembre, continua la mobilitazione di lavoratori, precari, migranti, disoccupati. Ogni Lunedi fino a Natale si terranno scioperi "a rotazione" nelle province del paese, fino allo sciopero nazionale generale del 15 dicembre.
Oggi Lunedi 24 Novembre si tiene il primo di questi scioperi "a rotazione" nelle province belghe di Hainaut, Lussemburgo, Limburgo e Anversa, espressione del malcontento dei sindacati dopo le misure di austerity adottate dal governo Michel, in particolare per quanto riguarda le pensioni. Trasporti bloccati e picchetti davanti alle imprese: i sindacati si dichiarano soddisfatti della mobilitazione. Il settore della industrie tecnologiche ha registrato Lunedi notevoli perdite nella produzione nelle province di Hainaut, Limburgo, Anversa e in misura minore in Lussemburgo, scrive in un comunicato la federazione sindacale Agoria.
Giornata difficile quella di ieri per la polizia di Bruxelles: auto rovesciate, cassonetti incendiati, lanci di pietre e barricate. Le forze dell'ordine hanno risposto con cariche, lanci di lacrimogeni e cannoni ad acqua alla collera operaia.
Sono state almeno 100.000 le persone scese in piazza ieri nella capitale del Belgio per contestare le misure di austerità adottate dal governo di Charles Michel. Gli scontri sono cominciati verso le 14 davanti alla stazione centrale e sono proseguiti per tutta la giornata.
Scontri tra polizia e migliaia di manifestanti anticapitalisti in protesta al grido di "one solution revolution" sono scoppiati ieri sera nel centro di Londra, vicino Buckingham Palace e Trafalgar square. La 'Million mask march' organizzata in diverse città del mondo da parte del gruppo di attivisti Anonymous questa volta ha impensierito non poco il "centro dell'impero". La manifestazione, nel Guy Fawkes day, in memoria del ribelle cattolico che voleva far saltare in aria il Parlamento di re Giacomo I nel 1605, citato anche nel film 'V per vendetta'.