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Sciopero deliveroo SpagnaLotte in corso. EUROPA

Ventiquattro ore di stop totale. Così la Grecia si prepara a rispondere al piano di austerity voluto da governo e Ue. Lo sciopero, proclamato da Gsee (lavoratori del settore privato), Adedy (dipendenti pubblici) e Pame (vicino al Partico Comunista greco), bloccherà il Paese: i tribunali, le banche e le sedi locali dell’amministrazione rimarranno chiusi, così come le scuole e gli ospedali, che rischiano la paralisi.  I traghetti e le navi rimarranno nei porti, rendendo impossibili i collegamenti con le isole.

Ad Atene sono previste due manifestazioni, con corteo di protesta fino a piazza Syntagma, davanti al Parlamento. "Quello che succede – ha dichiarato il presidente della Gsee, Giannis Panagopoulos – non è una trattativa ma la cronaca di una morte preannunciata, un ricatto sociale crudele perché un intero popolo viene comunque minacciato di povertà".

romaniaLa protesta, partita a Bucarest, si sta estendendo in altre città. I cittadini protestano dopo le dimissioni del sottosegretario alla Sanità, in rotta con il governo per la decisione di privatizzare il settore sanitario.

E' iniziata giovedì notte, con scontri in piazza compiuti da una cinquatina di persone. "Sono ultrà ", dicevano le cronache. E probabilmente era vero. Ma quelle proteste fatte di rabbia cieca - cassonetti incendiati, atti di vandalismo - di fatto sono diventati il catalizzatore dell'insoddisfazione di altre migliaia di cittadini, trasformando la Romania in una nuova Grecia, prima ancora del default . Nella notte di ieri sono scese in piazza a Bucarest un migliaio di persone. Ancora cassonetti e edicole incendiate. La polizia risponde con lancio di lacrimogeni , e con cariche per disperdere i manifestanti. E, ogni giorno che passa, il bilancio dei feriti si fa più pesante: ieri sono finiti in ospedale 13 persone. E si stima che dall'inizio delle proteste i feriti siano stati una cinquantina, mentre la polizia ha fermato 40 persone per "atti di vandalismo".

londra-scioperoI sindacati non si piegano ai diktat del governo e all'invito del partito laburista di non scioperare. E bloccano il paese sull'onda di tagli sociali massacranti.

Diciannovemila scuole chiuse o parzialmente funzionanti su un totale di 21.700. Bloccati o rallentati i servizi sanitari. Ritardi alle frontiere e disagi negli aeroporti. Due milioni di lavoratori del pubblico impiego hanno incrociato le braccia e manifestato per protestare contro la riforma delle pensioni statali proposta dal governo (maggiori versamenti del 3 per cento e assegno mensile calcolato sulla media retributiva nell'intera carriera lavorativa, non più sulle ultime buste paga). Immagini d'altri tempi per il Regno Unito.

"Non voglio vedere il Paese in ginocchio a causa di una minoranza", aveva detto il premier David Cameron. "Portate i vostri bambini nelle aule e organizzate attività alternative", aveva insistito il ministro della Educazione. "Esercito e polizia sostituiranno il personale delle dogane", si era premurato a sottolineare il ministro dell'Interno. Persino i laburisti di Ed Miliband avevano suggerito di rinviare l'agitazione. E giornali solitamente schierati a sinistra, come l'Independent, avevano scritto: "Sciopero sbagliato nel momento sbagliato".

acropolidi Argiris Panagopoulos (il manifesto)

Grecia. Ma contro la troika Ue la società non si dà ancora per vinta. Disoccupazione al 30% nel 2012: i senza lavoro saranno di più degli occupati

La ribellione di un movimento eterogeneo di funzionari, studenti, pensionati, lavoratori del settore privato e tassisti ha registrato una piccola vittoria psicologica ad Atene costringendo alla ritirata i rappresentanti della troika europea, che hanno abbandonato da due giorni la sede dell'assediato e occupato ministero delle finanze, in piazza Syntagma, per riunirsi con i ministri e funzionari del governo Papandreou in un posto più sicuro.

Atene vive questi giorni una vera rivolta di quasi tutte le categorie ed età contro la nuova raffica di tagli e l'ulteriore giro di vite nell'amministrazione pubblica. La gente protesta e assedia i ministeri, funzionari e studenti occupano. Più di 600 scuole sono già occupate, come tanti istituti professionali e facoltà. Il tempo per le iscrizioni è stato allungato. Come quello per pagare le nuove tasse. Gli scioperi e gli effetti del licenziamento del personale con contratto a termine ha paralizzato le officine del fisco.

SaloniccoMarco Santopadre, Radio Città Aperta

L’odiatissimo primo ministro greco era arrivato ieri mattina a Salonicco per inaugurare la 76ma Mostra Commerciale Internazionale, sperando col suo discorso infarcito di slogan nazionalistici e di vuote promesse di convincere qualche greco che il futuro non è poi così nero.

Ma ad accoglierlo ha trovato una folla di alcune decine di migliaia di manifestanti – 20 mila secondo la Polizia, almeno il doppio in realtà – che lo hanno duramente contestato. La rabbia sembra divampare sempre di più, man mano che i greci comprendono quanto inutili e provvisorie siano le misure decise da Giorgios Papandreou sotto dettatura del Fondo Monetario Internazionale, della Commissione Europea e della Banca Centrale.

londra_agosto_2011di Alessandro Dal Lago - Liberazione

Non sorprende che le sommosse scoppiate in quasi tutte le grandi città inglesi siano state accolte dal governo, dai tabloid e dai media main stream, almeno inizialmente, con i soliti luoghi comuni: a parte l'ovvio teppismo, la strumentalizzazione criminale, le gang giovanili, la solita gente venuta da fuori e così via. È il normale esorcismo davanti a quello che più o meno si poteva prevedere e che ha notissimi precedenti nelle metropoli occidentali, dai riots di Los Angeles del 1992 all'esplosione delle banlieues parigine nel 2005.
Un'occhiata ai video trasmessi dalla Bbc, dai siti del "Guardian", "Al Jazeera" ecc. chiarisce subito che la realtà è completamente diversa. La sommossa è capillare, largamente spontanea, anche se facilitata dalla disponibilità di tecnologie dell'informazione a basso costo, e soprattutto trasversale.

grecia_scioperoTensione davanti al Parlamento, dove si stanno votando le misure anti-crisi

Scontri, lanci di lacrimogeni e un leader sindacale ferito. Atene sta conoscendo un altro giorno caldo con la manifestazione di alcune migliaia tra lavoratori e sindacalisti davanti al Parlamento che e' sfociata nella violenza mentre in aula e' in corso il dibattito sulle misure decise dal governo contro la crisi finanziaria. Le tv hanno mostrato le immagini di Yiannis Panagopoulos, leader della Gsee, il piu' importante sindacato greco, soccorso dopo essere stato colpito da un pugno. L'episodio ha scatenato parte dei manifestanti che ha cominciato a lanciare oggetti contro la polizia. Gli agenti hanno risposto con i gas lacrimogeni. Lo sciopero e' iniziato con lo stop dei trasporti pubblici per 24 ore dalle 5 di questa mattina e sta paralizzando la capitale. La mobilitazione e' stata convocata per protestare contro le severe misure anti-crisi del Premier Papandreou: nuove tasse, riduzione dei salari e congelamento delle pensioni.

[tratto da http://it.peacereporter.net]

tichy2

Cadenze disumane, polizia politica, spettri: così i salariati parlano dei retroscena del loro lavoro nella fabbrica modello della Fiat a Tychy, in Slesia.

Il giorno della festa dell'Indipendenza, al Castello Reale di Varsavia, Zdzislaw Arlet, membro della direzione della Fiat Auto Poland e direttore della fabbrica di Tychy, riceveva dalle mani del vice primo ministro Waldemar Pawlak il titolo di "Miglior Dirigente". In quel momento, un gruppo di persone muniti di passamontagna gridavano "Tiranno! Dittatore! Vattene in Corea del Nord". Uno di loro teneva un cartello che diceva: "Il direttore è premiato, ma la fabbrica è un campo di concentramento".

manifestazione in BelgioMigliaia di lavoratori protestano contro l'austerity sociale - Tra i 20 e i 25 mila lavoratori europei sono scesi in strada oggi a Bruxelles per chiedere con forza ai capi di Stato e di governo dell'Ue - che tra poche ore si riuniranno nella capitale europea - di varare una risposta globale alla crisi economica che tenga conto delle grosse difficoltà in cui si trova il mondo del lavoro. Le forze dell'ordine, schierate a difesa delle istituzioni, sono dovute già intervenire con autopompe contro i manifestanti che al grido "Chi paga la crisi?", "Difendiamo i posti di lavoro", "no al caro-vita", hanno invaso il quartiere delle istituzioni europee. Gli incidenti al momento sono limitati soprattutto a lanci di uova contro le sedi delle banche e di numerosi petardi. Intanto, le strade del quartiere europeo, e in particolare rue de la Loi, si è trasformata in un mare di cappellini e camice rosse. I lavoratori hanno bloccato anche le strade circostanti al Consiglio dei ministri dell'Ue e alla Commissione europea, utilizzando vecchi bus scolastici con su scritto "Insieme siamo forti". Lungo il percorso del corteo, i sindacati hanno posto cartelli elettronici che riprendono in continuo le richieste dei lavoratori accompagnate da un sottofondo di tamburi che contribuiscono a far crescere il clima di tensione. Di fatto, tutta la città è assediata dai manifestanti che, oltre al quartiere europeo si sono insediati in altri arterie nevralgiche della capitale. Il centro di Bruxelles è ormai da ore paralizzato e sulle autostrade per entrare in città si contavano già 126 km di file.

[tratto da www.ansa.it]

londra26 Marzo 2011

Chi pensava che i sindacati fossero un relitto del passato, pensi di nuovo. Nella mattina di sabato 26 Marzo, di fronte al continuo tagli alla spesa sociale, la confederazione inglese dei sindacati (TUC) ha portato nelle strade di Londra più di 500.000 persone. Numeri che non si vedevano dalle manifestazioni contro la guerra del 2003. Come nel caso della FIOM in Italia, però, i sindacati non hanno agito da soli. Insieme alle famiglie dei lavoratori minacciati dalla lotta di classe condotta dal nuovo capitalismo, decine di migliaia di studenti, disoccupati e anziani hanno occupato le strade e le piazze della capitale inglese.

Occupato, letteralmente. Camminando per le strade del centro, oggi, la città della finanza e dello shopping sembrava essere diventata di colpo una nave da crociera dirottata dai pirati.