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Sciopero deliveroo SpagnaLotte in corso. EUROPA

Giovedì 28 aprile – Nuova giornata di sciopero generale in Francia con la loi travail, il jobs act francese dei socialisti: oggi il paese è fermo nel primo di quattro giorni di mobilitazione, da qui al 1 maggio, con sindacati, studenti, precari e il movimento Nuit Debout. E' il quarto sciopero generale in soli due mesi, mentre da alcuni giorni anche alcuni teatri parigini sono in stato di occupazione con gli intermittenti, ossia i precari di cultura e spettacolo.

Aggiornamento del pomeriggio:

A Parigi cariche e arresti della polizia in place de la Nation. Per tutta la durata della manifestazione, partita alle 14, la polizia ha continuamente provocato i manifestanti. I primi scontri con la testa del corteo. Gli agenti puntano ad impedire la rioccupazione in massa di Place de la Republique, cuore della Nuite Debout e della protesta diffusa contro la legge sul lavoro, equivalente d'oltralpe dell'italiano Jobs Act.

Pubblichiamo di seguito l'appello internazionale di #NuitDebout premettendo che il riferimento alla lotta del 99% contro l'1% è un passo avanti rispetto alle richieste di maggiore "democrazia, dignità e libertà" apparse nel precedente comunicato, quello dell'8 aprile 2016. Bisognerebbe quantomeno puntare al livello raggiunto da Occupy Wall Street nel 2011, quando affermò che l'unica soluzione è la rivoluzione mondiale ("the only solution is WorldRevolution"). Le mezze misure non sono possibili: o si accetta il capitalismo oppure lo si rifiuta in blocco.

Appello internazionale di #nuitdebout
Per un incontro a Parigi il 7 e 8 maggio 2016 e una #nuitdebout globale (#globaldebout) il 15 maggio 2016

Ennesima giornata di lotta in Francia contro la legge sul lavoro promossa dal governo "socialista" di Hollande. Manifestazioni in diverse città francesi, ma il cuore della protesta è sicuramente Parigi, dove la giornata è iniziata con una manifestazione studentesca poco partecipata, ma che ha visto gli studenti essere comunque accerchiati e fermati in massa dalla polizia impegnata a impedire qualsiasi forma di manifestazione.

Ieri giornata di sciopero generale in Francia con cortei e manifestazioni di lavoratori e studenti contro la contestata Loi Travail (riforma del lavoro ispirata al Jobs Act italiano) in diverse città tra cui Marsiglia, Nantes, Tolosa, Rennes, Rouen, Grenoble. Scuole occupate, metropolitane a singhiozzo e porti bloccati nel nord del paese; i sindacati Cgt e Force Ouvrière in una nota stimano che 1,2 milioni di persone sono scese in piazza in tutta la Francia.

Jamila Mascat, Parigi

"Meritiamo di più, vogliamo di più e possiamo fare di peggio"... La rivolta degli studenti francesi contro la "Loi travail" è ormai uscita dal "tubetto" e sarà difficile farla rientrare. Il racconto di una giornata di movimento, tra entusiasmo e repressione

La chiamano la "sindrome del dentifricio" e la usano per descrivere le ondate di ribellione degli studenti francesi che dal '68 in poi hanno scandito la storia dei movimenti sociali: una volta che la pasta fuoriesce dal tubo, è difficile rimetterla a posto.

I greci tornano in piazza per il primo sciopero generale unitario del 2016, il terzo da novembre, indetto da tutti i sindacati greci.

Il Paese è stato completamente paralizzato, fermi tutti i settori, pubblici e privati, tranne i giornalisti che hanno scioperato ieri per 24 ore per poter dare copertura alle manifestazioni di oggi.

In cima alle proteste le pensioni: il governo di Tsipras sta cercando di far passare una riforma, ordinata dall'Ue, che porterà da una parte il taglio dal 15 al 30% delle pensioni, con un massimale fissato a 2300 euro (384 euro la minima), dall'altra un aumento dei contributi da versare (+1% per i datori lavoro, +0,5% lavoratori).

Una delegazione di lavoratori americani di McDonald's è arrivata in Europa insieme ad altri sostenitori della campagna #FightFor15 per estendere la lotta iniziata negli States.

Mercoledì 13 gennaio una protesta rumorosa è stata organizzata davanti ad un McDonald's nel centro di Londra, a cui si sono uniti dipendenti della catena di ristorazione provenienti da Glasgow e Cambridge: tutti chiedono un salario minimo di 10 sterline l'ora e la possibilità di organizzarsi in sindacato.

Un lavoratore proveniente da Kansas City ha affermato: "E' tutta una questione di solidarietà con i miei fratelli e sorelle. Abbiamo bisogno di un salario per sopravvivere. Dobbiamo far pagare a McDonald 10 sterline in Gran Bretagna e 15 dollari negli Usa. Noi tutti valiamo di più."

Sciopero generale in Grecia e scontri con la polizia ad Atene durante una delle due manifestazioni contro la nuova ondata di austerità imposta dalla troika e accettata dal governo Siryza-Anel. Indetto dai principali sindacati del settore pubblico e privato (ADEDY e GSEE) in particolare contro con gli aumenti delle tasse, i tagli alle pensioni e il rischio di abrogare la legge che permette a coloro che hanno dei debiti verso lo stato di ripagarli in rate mensili.

Decine di migliaia di lavoratori hanno manifestato oggi a Bruxelles contro le misure di austerità promosse dal governo in carica (80 mila secondo la polizia, 100 mila per gli organizzatori). Molte scuole sono rimaste chiuse e gli ospedali hanno funzionato solo per le emergenze.

I tre principali sindacati del Belgio si sono uniti per creare una piattaforma comune: sostengono che il governo del primo ministro Charles Michel stia facendo una politica a favore delle grande aziende e contro gli interessi dei lavoratori. In particolare lamentano il congelamento del legame tra inflazione e salari, l'aumento dell'età pensionabile da 65 a 67 anni, i tagli ai servizi sociali e le misure fiscali a tutto vantaggio delle imprese.

Sono presto diventate virali sui social network le immagini dei manager di Air France che scappano inseguiti da masse di lavoratori inferociti.

Un centinaio di lavoratori sono entrati nella sede della compagnia - dove il comitato centrale di Air France stava discutendo quanti posti di lavoro saranno tagliati - e hanno urlato slogan contro i dirigenti.

Secondo i racconti dei delegati sindacali, il capo delle risorse umane, Xavier Broseta, "è stato quasi linciato" e per fuggire ha dovuto scavalcare in tutta fretta alcuni tornelli. Secondo il sindacato CGT , l'uomo ha dovuto scalare "delle barriere per salvarsi". In fuga anche il ceo Frederic Gagey.