Lotte in corso. EUROPA
Mobilitati via facebook, migliaia di precari in corteo a Lisbona e in una dozzina di città portoghesi.
Una protesta giovanile che ha coinvolto tutte le età dopo le nuove misure di austerity varate dal governo. In Portogallo, la metà della popolazione attiva é disoccupata o precaria.
Sabato 12 marzo a Porto e Lisbona la Geração À Rasca ha indetto una grande manifestazione a cui, su Facebook, hanno aderito oltre 57mila persone. Si tratta della generazione dei giovani precari, pluridiplomati e laureati, che passano di stage in stage senza alcun tipo di prospettiva e di copertura sociale.
Si calcola che in Portogallo la precarietà tocchi 1 milione di persone.
Più di 57mila persone (all'11 marzo) hanno annunciato che parteciperanno alla manifestazione della Geração À Rasca (Generazione rovinata) prevista per il 12 marzo a Porto e Lisbona. La pagina di Facebook dedicata all'evento dice che si tratterà di una manifestazione "non partigiana, laica e pacifica" che mette insieme tutti coloro che non hanno un lavoro né delle entrate, che passano di stage in stage e che non hanno diritto alla disoccupazione né a diritti sul lavoro. Si tratta di una generazione che ha studiato ma che non trova lavoro e che, spesso, lascia il Paese.
10 Marzo 2011
Bocche cucite allo stabilimento Fiat di Tychy. È da poco finito il primo turno, dai cancelli escono gli operai ma hanno poca voglia di parlare e appena salta all'orecchio la parola «sabotaggio» fuggono con un laconico nie wiem, non lo so. Il sabotaggio però c'è stato, durante la notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana. Secondo una nota ufficiosa di Fiat Auto Poland, sarebbero 60 le auto distrutte ma i dati del personale di sorveglianza parlano di 200-300 vetture danneggiate con graffi e ammaccature sulla carrozzeria. Boguslaw Cieslar, portavoce della Fiat in Polonia, nega che ci siano stati sabotaggi. L'ufficio stampa di Torino conferma le parole di Cieslar.
A prescindere dalla versione più o meno ufficiale dei fatti, l'intera faccenda ha messo in allarme la dirigenza e soprattutto i lavoratori, che adesso temono possibili ritorsioni aziendali. «In 35 anni di lavoro non ho mai visto una cosa simile», si sfoga un operaio che ci chiede l'anonimato. «Quello che è successo non mi piace affatto - continua - perché a pagarne le conseguenze siamo sempre noi operai, ma c'è un grande malessere in fabbrica e questi sono i risultati. Ci spremono come limoni, sempre sotto il ricatto del licenziamento. Dove sta la nostra dignità? Chiunque sia stato, doveva essere alla disperazione e lo capisco».

Andiamo in Grecia, dove soffia forte il vento dell’esempio del Maghreb. "Trasformiamo Piazza Syntagma ad Atene in Piazza Tahrir del Cairo sino alle dimissioni del governo del premier Giorgio Papandreou!". E’ questo lo slogan lanciato oggi alle decine di migliaia di persone in piazza da Alekos Alavanos, leader storico della sinistra greca, per il decimo sciopero generale contro il piano di lacrime e sangue voluto dalla maggioranza socialista. Alavanos, deputato ed ex presidente della coalizione di sinistra Syriza, ha invitato i greci a rimanere in Piazza Syntagma, davanti al parlamento, al termine della grande manifestazione indetta per metà giornata in occasione dello sciopero generale convocato da tutti i sindacati. Non è chiaro al momento se Syriza e il resto dei movimenti, che si oppongono in parlamento e nelle piazze al governo socialista faranno loro l’appello di Alavanos. Ci sono comunque già scontri ad Atene, con la polizia schierata in massa contro numerosi gruppi di attivisti che vogliono la caduta del governo Pasok. Obiettivo delle repressione poliziesca sarebbe proprio quello di impedire ai manifestanti di stazionare a lungo in piazza Syntagma.
[tratto da www.radiondadurto.org]
Novembre 2010
In Gran Bretagna il recente Bilancio di Emergenza del governo, che prevede notevoli tagli nell'assistenza, nei servizi sociali e di altre spese statali, è appoggiato da una martellante campagna dei media borghesi, il cui solo argomento, ripetuto all'ossessione, si riduce al mantra: "i tagli sono necessari... i tagli sono necessari..."
Ancora una volta ci viene detto che bisogna ingoiare la pillola amara dell'austerità e dei sacrifici per "risanare" le "finanze nazionali". Non tutti però divideranno il carico dei sacrifici, e suscita riprovazione che l'olimpo bancario, già recentemente rifinanziato con miliardi di sterline provenienti dalle casse dello Stato, si assicurerà anche in questa occasione molti milioni di bonus.

Siamo un gruppo di lavoratori salariati di differenti settori (ferrovieri, insegnanti, informatici ...), disoccupati, precari. Durante i recenti scioperi in Francia, ci siamo riuniti in Assemblea Generale Interprofessionale – all'inizio sulla banchina di una stazione (Gare de l'Est, Parigi), poi in una sala di una Camera del Lavoro. Vogliamo riunire nel modo più ampio possibile i lavoratori di altre città della regione parigina. Perché siamo stufi della collaborazione di classe dei sindacati, che ancora una volta ci portano alla sconfitta; vogliamo organizzarci da soli, per cercare di unificare i settori in sciopero, estendere lo sciopero e fare in modo che siano gli scioperanti stessi a controllare la propria lotta.
4 Dicembre 2010
Supplemento alla rivista n+1
Abbiamo ricevuto all'indirizzo di n+1 una gran quantità di materiale sui fatti di Grecia. La quasi totalità è di origine e impostazione movimentista, ma vi sono anche prese di posizione diversissime, dai riformisti ai gruppi che si richiamano alla Sinistra Comunista "italiana".
In generale il ritornello è quello che si legge in occasione di terremoti e alluvioni: "E' il capitale che uccide", o che "provoca" o qualcosa del genere. Un esempio eclatante è nella lettera aperta dell'impiegato bancario che è circolata in Internet.
Da Il Partito Comunista, n° 342, agosto-ottobre 2010
Con il pretesto che ciò porterà “nuovi posti di lavoro” il governo a guida PSOE si sta preparando uno dei peggiori attacchi ai lavoratori da quando è tornata la democrazia in Spagna. Questo dimostra ancora una volta che qualunque sia il governo capitalista di turno esso non è altro che il comitato a difesa degli interessi comuni di tutta la classe borghese, garantendo con il terrore e la repressione il funzionamento di questa decrepita società.
29 ottobre 2010
Monta la rabbia contro i tagli del governo Cameron. Decine di migliaia ai primi cortei mentre si preparano le iniziative sindacali. Dai manifestanti la richiesta è "sciopero generale"
Sabato scorso per le strade è scoppiata la rabbia contro i Conservatori. A scioperare e manifestare contro l'attacco del governo ai lavoratori, al mondo della formazione, alla spesa sociale c'era gente comune.
I pompieri di Londra hanno organizzato picchetti contro le minacce del conservatore Brian Coleman di licenziarli tutti nel caso non accettino contratti peggiori. I lavoratori della metropolitana si sono rifiutati di lavorare nelle fasce protette durante lo sciopero – portando al blocco totale delle linee.
Non accenna a placarsi in Francia la protesta di massa contro la riforma delle pensioni che aumenta da 65 a 67 anni la soglia d’età per ritirarsi dal lavoro. A Marsiglia i manifestanti hanno bloccato per quasi 4 ore tutte le strade d'accesso a tutti i terminal dell'aeroporto che ha dovuto sospendere i voli. Nella città meridionale francese, diventata il fulcro dell'agitazione, anche il porto é paralizzato da un blocco, i trasporti pubblici e molti treni sono praticamente fermi. Tonnellate di rifiuti si stanno accumulando nel centro della città così come a Tolosa.
Intanto, le 12 raffinerie del paese continuano ad essere paralizzate, così come decine di grandi depositi di carburante, con la conseguenza che stamane 5.000 pompe di benzina sono chiuse al pubblico su un totale di 12.300 presenti nel paese.