Lotte in corso. ITALIA
LETTERA APERTA ALLA CITTA'
In questi giorni si va profilando l’ipotesi per una eventuale soluzione al problema degli ex lavoratori della coop. Biblos impiegati fino allo scorso 30 novembre nella gestione delle portinerie per conto dell’Univeristà Ca’ Foscari di Venezia.
Garante di questa operazione è la Prefettura che, attraverso la formazione di un “tavolo mediale” al quale sono chiamati a partecipare Comune, Provincia e Ca’ Foscari, raccoglie la proposta di risoluzione amichevole del contenzioso formulata dal consorzio milanese, l’ A.T.I. Guerriero – Prodest, attuale detentore dell’appalto per il servizio di front office presso l’Ateneo veneziano.
Dopo 15 giorni dal suo licenziamento Jessica Capozzi, autista del deposito ATM - Milano di Via Esterle resiste ancora.
Dietro la logistica lombarda, un giro di sporchi affari.
Una storia che nasce dallo sfruttamento degli operai e finisce con le speculazioni finanziarie.
d. e.
La logistica è un settore economico strategico, che rende bei quattrini a padroni e padroncini.
Soprattutto rende a quei moderni «mercanti di schiavi», che gestiscono la forza lavoro.
Nella stragrande maggioranza, i lavoratori della logistica sono extra comunitari, sottoposti a un estremo sfruttamento, in condizioni lavorative prive della minima tutela, in un clima di ricatti e di minacce, grazie alla legge Bossi-Fini.
Ma anche la pazienza ha un limite e, di fronte all’ennesimo giro di vite, i lavoratori hanno detto basta! E così negli ultimi mesi sono scoppiate lotte in alcuni importanti centri logistici delle province di Varese, Milano, Pavia e di Lodi, la cui attività riguarda soprattutto grandi catene commerciali.
Sottoposti a condizioni di lavoro e di vita subumane, impegnati in agricoltura per 15-16 ore di lavoro con un salario di 20 euro il giorno decurtato di 5 euro a titolo di "tassa di soggiorno" dagli appaltatori di braccia nostrani, ammassati come bestie in una vecchia fabbrica in disuso e in un'altra struttura abbandonata, i proletari neri immigrati di Rosarno si sono infine ribellati all'ennesima aggressione: il ferimento di due extracomunitari da parte di persone non identificate con un'arma ad aria compressa e pallini da caccia, come si addice, per l'appunto a degli animali.