Lotte in corso. ITALIA
In seguito allo sciopero di venerdì 25 ottobre presso i magazzini DHL e TNT di Roma e Fiano Romano, il consorzio di cooperative Gesco Centro ha sospeso 14 lavoratori, privandoli del salario a tempo indeterminato.
Lo sciopero, cominciato intorno alle tre di notte, si era svolto secondo i rodati ed efficaci metodi di lotta in uso nel settore della logistica: senza preavviso e sostenuto da picchetti di scioperanti e solidali, allo scopo di impedire la movimentazione delle merci. A metà mattina, quando la fila di camion intasava la congestionata via Tiburtina, intervenivano i celerini a rimuovere il blocco; ma ormai i danni erano stati fatti e i picchetti potevano essere sciolti. I profitti della cooperativa, per quel giorno, sono fortemente diminuiti, forse dimezzati, visto che oltre i 2/3 delle consegne hanno subìto forti ritardi o sono stati rimandati al giorno dopo.
Stanotte a Roma c'è stato lo sciopero dei lavoratori delle cooperative con committente la multinazionale T.N.T. I blocchi dei camion per mezzo dei picchetti si sono verificati in due hub, Roma Tiburtina (via di Salone) e Fiano Romano. In quest'ultimo magazzino sono scesi in sciopero 60 lavoratori insieme a 8 dell'area di sostegno. Il clima era pesante. I capetti delle cooperative hanno organizzato i crumiri che hanno cercato, a più riprese, la rissa con gli scioperanti, in alcuni casi con successo. Sono arrivati in tempo relativamente breve i carabinieri che hanno avuto un atteggiamento di "umana comprensione" rispetto alle rivendicazioni dello sciopero. Una volta andati via al loro posto è arrivata la Polizia che ha fatto presente che i camion a cui veniva impedita l'entrata bloccavano la strada e non era più possibile il protrarsi della cosa. Dopo una lunga "contrattazione" sono stati fatti entrare due camion. Ricapitolando: il blocco è iniziato alle 4:00 ed è finito alle 11:00. Fino alle ore 10:00 non è entrato nessun camion, dalle 10:00 alle 11:00 due.
"Ci hanno buttato fuori dalle nostre case. Ci hanno costretti a scegliere tra mangiare o pagare l'affitto. Ci è negata l'assistenza medica. Soffriamo per l'inquinamento. Quando un lavoro l'abbiamo, facciamo orari impossibili per paghe basse e nessun diritto. Siamo il 99 per cento e non abbiamo niente, mentre l'altro 1% ha tutto".
(Testo di apertura del sito web "We are 99%", dedicato a migliaia di brevissimi scorci di vita pubblicati da anonimi aderenti al movimento Occupy Wall Street)
Entro il movimento generale che in Italia sta coinvolgendo molti nodi della rete logistica, è piuttosto significativo l'accordo della Granarolo, firmato da uno dei sindacati minori. Il coordinatore nazionale di questo sindacato l'ha presentato così:
"Abbiamo firmato perché costretti, non avremmo potuto sostenere altri picchetti con 51 lavoratori senza stipendio. La nostra cassa di resistenza non può affrontare una lotta del genere […] Per questo abbiamo firmato questo accordo che non ci soddisfa. I picchetti e gli scioperi riprenderanno se a settembre non sarà trovata collocazione a tutti i lavoratori licenziati".
Sono circa 450 i lavoratori del Co.na.te.co (consorzio napoletano terminal container) che dallo scorso lunedì 22 luglio hanno incrociato le braccia, paralizzando del tutto le attività del molo Bausan nel porto di Napoli.
Si tratta di uno sciopero nato in maniera del tutto spontanea e senza alcuna copertura sindacale: la ragione va ricercata nel mancato accordo con i vertici del consorzio per il rinnovo del contratto collettivo aziendale e nelle generali condizioni di lavoro, oltre che nell'abolizione dei ticket mensa fin dal primo luglio scorso (7 euro al giorno, per un totale di circa 200 euro in meno ogni mese su ogni busta paga).
Nel libro Shock economy Naomi Klein descrive una serie di catastrofi - dall'invasione dell'Iraq allo Sri Lanka post-tsunami – che ha permesso, sull'onda dell'emergenza economica e sociale, di trasformare il "politicamente impossibile" in "politicamente inevitabile". E' quanto sta succedendo in piccolo qui da noi con l'accordo sui contratti flessibili per l'Expo di Milano. Il premier Enrico Letta ha dichiarato che tale evento "si conferma un laboratorio per il Paese e un volano per la nostra economia", sottolineando che "il contributo delle parti sociali è stato molto produttivo".
Sul terzo sciopero nazionale della logistica
Venerdì 12 luglio abbiamo partecipato allo sciopero nazionale della logistica presenziando ai blocchi e ai presidi di Torino, Roma e Ancona.
All'interporto di Torino, località Orbassano, ci sono stati blocchi davanti ai cancelli di SDA e TNT. Tra lavoratori e solidali erano presenti un centinaio di persone che facevano avanti e indietro tra i due magazzini. La mobilitazione è cominciata all'alba ed è durata fino al primo pomeriggio per concludersi con un'assemblea dei lavoratori delle varie cooperative.
Nuova giornata di lotta di rilievo nazionale nel settore. Ora più che mai occorre l'unità dei lavoratori e delle forze che li sostengono, in gioco vi è la condizione di migliaia di lavoratori che non può essere subordinata a nessun tatticismo.
La possibilità di incidere realmente nel rapporto di forza col padronato della logistica non può vedere tentennamenti o considerazioni di corto respiro legate ad alcune situazioni di presunto "privilegio" interne ad alcune filiere del settore.
di Annalisa Dall'Oca
Bologna, 400 facchini in sciopero contro la Granarolo: "Basta sfruttamento"
I lavoratori della logistica venuti da tutta Italia hanno manifestato davanti ai cancelli della centrale del latte e con i loro corpi hanno impedito il transito dei camion. Chiedono il reintegro dei 41 licenziati da Sgb e protestano contro il taglio del 35% alla loro busta paga
Si sono seduti a terra davanti ai cancelli della centrale del latte di Bologna e con i loro corpi hanno impedito il transito dei camion. Immobili, anche quando la polizia e i carabinieri, in tenuta antisommossa, hanno tentato di portarli via di peso.
Questa notte alle tre sono ripartiti i blocchi alla Granarolo, in duecento sono riusciti ad evitare il traffico di entrata e di uscita delle merci. Verso le nove del mattino la celere ha tentato di rimuovere i blocchi facendo partire alcune cariche. I lavoratori sono riusciti a "tenere" i cancelli, respingendo la polizia e riunendosi poi in assemblea, dalla quale hanno rilanciato i prossimi due appuntamenti di lotta: la giornata di boicottaggio dei prodotti Granarolo del 29 giugno e lo sciopero generale della logistica del 5 luglio prossimi.