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Rivolta di Rosarno, CalabriaLotte in corso. ITALIA

facchiniQuasi mille i facchini che hanno partecipato oggi da tutt'Italia alla manifestazione di Bologna indetta dai Cobas per chiedere il reintegro di 51 lavoratori che operano per Granarolo e Cogefin "licenziati perchè scioperavano". I lavoratori, quasi tutti migranti, contestano il mancato rispetto dell'accordo firmato a luglio. L'accordo, firmato a luglio davanti al prefetto di Bologna e ai sindacati confederati Cgil, Cisl e Uil, e che aveva portato alla fine delle agitazioni, prevedeva la ricollocazione di 23 lavoratori entro il 31 ottobre scorso, e a un impegno concreto per altri 28. Sono passati sei mesi, ma solo 9 lavoratori sono stati reintegrati, la metà dei quali con un contratto di soli tre mesi. Degli altri non si è nemmeno discusso. "L'accordo non è stato rispettato, siamo stati presi in giro".

I favorevoli alla firma dell'accordo con le amministrazioni locali e Amt da un lato, quelli contrari dall'altro. E' questa la modalità scelta dai sindacati per votare se proseguire o meno la mobilitazione dopo cinque giorni di sciopero del trasporto pubblico che ha paralizzato la città di Genova. Una modalità che ha fatto scoppiare la rabbia tra i tranvieri, che sono corsi all'assalto del palco (video di Repubblica).

Bologna - Riprende il lavoro all'Interporto di Bologna dopo gli scioperi dei facchini della coop Logima e del consorzio Gli che stamani hanno bloccato i magazzini di Camst e Gsi.

Rimane lo stato di agitazione, che verrà revocato solo con la "completa regolarizzazione della situazione lavorativa e salariale" dei lavoratori. Non sono escluse, quindi, ulteriori iniziative di lotta e scioperi senza preavviso se non arriveranno le risposte "immediate" alle questioni poste da Si Cobas. Che avverte: "I responsabili aziendali non devono in nessun modo perseguire coloro che hanno scioperato o danneggiarli con ritorsioni, pena il blocco del lavoro". Secondo le stime del sindacato ai blocchi di stamani hanno partecipato piu' di 150 lavoratori, compresi quelli impiegati nei magazzini di Ikea, Geodis, Coop Granarolo, Fercam.

Fot 2013-11-07 1Oggi 7 novembre c'è stato il primo picchetto davanti ai cancelli della ditta Valex a Cremona, che ha visto la partecipazione di una quarantina di lavoratori migranti e di alcuni solidali del CSA Dordoni.

Nella provinciale Cremona vengono a galla i primi e tutt'altro che isolati casi di condizioni lavorative indecenti, ma oggi si alza un primo grido di "basta!", i lavoratori si sono organizzati con il SI Cobas per alzare la testa e rivendicare l'applicazione del CCNL logistica e spedizioni con relativa retribuzione regolare e inquadramento al livello adeguato; il pagamento di tutte le ore lavorate con la distinzione tra ordinarie, straordinarie, notturne ecc.; l'applicazione delle norme di sicurezza e la fornitura di indumenti adeguati ai vari ambienti lavorativi e alle mansioni svolte; la creazione di locali primo soccorso, spogliatoio e mensa, nonchè il fondamentale rispetto della dignità e dei diritti.

In seguito allo sciopero di venerdì 25 ottobre presso i magazzini DHL e TNT di Roma e Fiano Romano, il consorzio di cooperative Gesco Centro ha sospeso 14 lavoratori, privandoli del salario a tempo indeterminato.

Lo sciopero, cominciato intorno alle tre di notte, si era svolto secondo i rodati ed efficaci metodi di lotta in uso nel settore della logistica: senza preavviso e sostenuto da picchetti di scioperanti e solidali, allo scopo di impedire la movimentazione delle merci. A metà mattina, quando la fila di camion intasava la congestionata via Tiburtina, intervenivano i celerini a rimuovere il blocco; ma ormai i danni erano stati fatti e i picchetti potevano essere sciolti. I profitti della cooperativa, per quel giorno, sono fortemente diminuiti, forse dimezzati, visto che oltre i 2/3 delle consegne hanno subìto forti ritardi o sono stati rimandati al giorno dopo.

tnt-romaStanotte a Roma c'è stato lo sciopero dei lavoratori delle cooperative con committente la multinazionale T.N.T. I blocchi dei camion per mezzo dei picchetti si sono verificati in due hub, Roma Tiburtina (via di Salone) e Fiano Romano. In quest'ultimo magazzino sono scesi in sciopero 60 lavoratori insieme a 8 dell'area di sostegno. Il clima era pesante. I capetti delle cooperative hanno organizzato i crumiri che hanno cercato, a più riprese, la rissa con gli scioperanti, in alcuni casi con successo. Sono arrivati in tempo relativamente breve i carabinieri che hanno avuto un atteggiamento di "umana comprensione" rispetto alle rivendicazioni dello sciopero. Una volta andati via al loro posto è arrivata la Polizia che ha fatto presente che i camion a cui veniva impedita l'entrata bloccavano la strada e non era più possibile il protrarsi della cosa. Dopo una lunga "contrattazione" sono stati fatti entrare due camion. Ricapitolando: il blocco è iniziato alle 4:00 ed è finito alle 11:00. Fino alle ore 10:00 non è entrato nessun camion, dalle 10:00 alle 11:00 due.

#19o"Ci hanno buttato fuori dalle nostre case. Ci hanno costretti a scegliere tra mangiare o pagare l'affitto. Ci è negata l'assistenza medica. Soffriamo per l'inquinamento. Quando un lavoro l'abbiamo, facciamo orari impossibili per paghe basse e nessun diritto. Siamo il 99 per cento e non abbiamo niente, mentre l'altro 1% ha tutto".

(Testo di apertura del sito web "We are 99%", dedicato a migliaia di brevissimi scorci di vita pubblicati da anonimi aderenti al movimento Occupy Wall Street)

granarolo portaEntro il movimento generale che in Italia sta coinvolgendo molti nodi della rete logistica, è piuttosto significativo l'accordo della Granarolo, firmato da uno dei sindacati minori. Il coordinatore nazionale di questo sindacato l'ha presentato così:

"Abbiamo firmato perché costretti, non avremmo potuto sostenere altri picchetti con 51 lavoratori senza stipendio. La nostra cassa di resistenza non può affrontare una lotta del genere […] Per questo abbiamo firmato questo accordo che non ci soddisfa. I picchetti e gli scioperi riprenderanno se a settembre non sarà trovata collocazione a tutti i lavoratori licenziati".

porto napoliSono circa 450 i lavoratori del Co.na.te.co (consorzio napoletano terminal container) che dallo scorso lunedì 22 luglio hanno incrociato le braccia, paralizzando del tutto le attività del molo Bausan nel porto di Napoli.

Si tratta di uno sciopero nato in maniera del tutto spontanea e senza alcuna copertura sindacale: la ragione va ricercata nel mancato accordo con i vertici del consorzio per il rinnovo del contratto collettivo aziendale e nelle generali condizioni di lavoro, oltre che nell'abolizione dei ticket mensa fin dal primo luglio scorso (7 euro al giorno, per un totale di circa 200 euro in meno ogni mese su ogni busta paga).

Nel libro Shock economy Naomi Klein descrive una serie di catastrofi - dall'invasione dell'Iraq allo Sri Lanka post-tsunami – che ha permesso, sull'onda dell'emergenza economica e sociale, di trasformare il "politicamente impossibile" in "politicamente inevitabile". E' quanto sta succedendo in piccolo qui da noi con l'accordo sui contratti flessibili per l'Expo di Milano. Il premier Enrico Letta ha dichiarato che tale evento "si conferma un laboratorio per il Paese e un volano per la nostra economia", sottolineando che "il contributo delle parti sociali è stato molto produttivo".