Lotte in corso. ITALIA
Sul terzo sciopero nazionale della logistica
Venerdì 12 luglio abbiamo partecipato allo sciopero nazionale della logistica presenziando ai blocchi e ai presidi di Torino, Roma e Ancona.
All'interporto di Torino, località Orbassano, ci sono stati blocchi davanti ai cancelli di SDA e TNT. Tra lavoratori e solidali erano presenti un centinaio di persone che facevano avanti e indietro tra i due magazzini. La mobilitazione è cominciata all'alba ed è durata fino al primo pomeriggio per concludersi con un'assemblea dei lavoratori delle varie cooperative.
Nuova giornata di lotta di rilievo nazionale nel settore. Ora più che mai occorre l'unità dei lavoratori e delle forze che li sostengono, in gioco vi è la condizione di migliaia di lavoratori che non può essere subordinata a nessun tatticismo.
La possibilità di incidere realmente nel rapporto di forza col padronato della logistica non può vedere tentennamenti o considerazioni di corto respiro legate ad alcune situazioni di presunto "privilegio" interne ad alcune filiere del settore.
di Annalisa Dall'Oca
Bologna, 400 facchini in sciopero contro la Granarolo: "Basta sfruttamento"
I lavoratori della logistica venuti da tutta Italia hanno manifestato davanti ai cancelli della centrale del latte e con i loro corpi hanno impedito il transito dei camion. Chiedono il reintegro dei 41 licenziati da Sgb e protestano contro il taglio del 35% alla loro busta paga
Si sono seduti a terra davanti ai cancelli della centrale del latte di Bologna e con i loro corpi hanno impedito il transito dei camion. Immobili, anche quando la polizia e i carabinieri, in tenuta antisommossa, hanno tentato di portarli via di peso.
Questa notte alle tre sono ripartiti i blocchi alla Granarolo, in duecento sono riusciti ad evitare il traffico di entrata e di uscita delle merci. Verso le nove del mattino la celere ha tentato di rimuovere i blocchi facendo partire alcune cariche. I lavoratori sono riusciti a "tenere" i cancelli, respingendo la polizia e riunendosi poi in assemblea, dalla quale hanno rilanciato i prossimi due appuntamenti di lotta: la giornata di boicottaggio dei prodotti Granarolo del 29 giugno e lo sciopero generale della logistica del 5 luglio prossimi.
Lavoratori scortati dalla polizia per entrare in fabbrica. E’ quanto è accaduto in queste ore davanti allo stabilimento di Pomigliano d’Arco dove Fiom e Slai Cobas hanno indetto un sit in di protesta contro il primo sabato di recupero. La polizia ha usato la mano dura nei confronti di sindacalisti e lavoratori. La tensione è salita quando un piccolo gruppo di manifestanti si è staccato dagli altri presenti nella zona e, preceduto da uno striscione con la scritta ''No al reparto confino di Nola'' si è diretto verso la strada per tentare di convincere i lavoratori a non entrare al lavoro. Le forze dell'ordine li hanno dapprima bloccati e poi caricati. Un manifestante è stato colto da malore, e portato via in ambulanza.
Siamo alle solite. Tornano le paure: quarantamila posti di lavoro sono a rischio, dicono, quasi dimenticando il vero colpevole di questa situazione. Una richiesta di sequestro preventivo di beni, per l'equivalente di un ammontare complessivo di 9,3 miliardi di euro, ai danni della famiglia Riva. Quei soldi, spiegano i Pubblici Ministeri, sarebbero dovuti servire ad ambientalizzare l'azienda.
E' inutile rimarcare tutto quello che il Comitato ha evidenziato ed anticipato negli ultimi dieci mesi.
Il movimento di lotta nella logistica sta crescendo e sviluppando in modo rilevante. Lo dimostra anche la partecipazione ed il risultato dell'ultimo sciopero del 15 maggio scorso che ha visto coinvolti migliaia di lavoratori in tutti i più grandi centri di lavoro, dall'Interporto di Bologna, alla Cittadella della Logistica di Padova, a tutte le altre realtà della logistica: Bartolini, TNT, Artoni, GLS, DHL, SDA, STEF, IKEA e molti altri magazzini a Milano, Piacenza, Brescia, Bologna, Verona, Padova, Treviso, Torino, Ancona, Roma…
Un movimento che, partendo dalle rivendicazioni per il miglioramento delle condizioni di lavoro e degli aspetti retributivi, per un nuovo contratto che preveda un trattamento economico e normativo che possa consentire un salario decente, garanzia dei diritti, tutela della dignità dei lavoratori, vuole ora puntare più in alto, mettendo nell'obiettivo l'attacco al sistema di sfruttamento basato sulle cooperative e sulla figura del socio lavoratore.
Riprendono a protestare gli sfruttati dei grandi marchi.
Ancora sciopero. Ancora blocchi e picchetti dei lavoratori della logistica. Quell'importante hub merci che è la pianura padana è stata nuovamente l'epicentro delle lotte dei facchini impiegati nelle cooperative che gestiscono e organizzano lo smistamento su gomma: Milano (in particolare la Dhl di Settala), Piacenza, Brescia, Bologna, Verona, Padova, Treviso e poi più a sud, i magazzini Bartolini ad Ancona e a Roma (dove ha aderito anche la Sda).
L'assemblea interregionale dei delegati sindacali S.I. Cobas e A.D.L. Cobas riunitisi il 19 aprile a Bologna, in relazione alla vertenza sul rinnovo del CCNL di settore (trasporto merci e logistica) scaduto il 31/12/12 e alle condizioni lavorative effettivamente esistenti nei vari magazzini, rivendicano l'applicazione di medesime condizioni contrattuali indipendentemente dalla committenza di riferimento e dalla cooperativa/società di appartenenza.
Da due giorni gli aderenti al sindacato Si.Cobas fermano i tir in entrata e uscita dalla centrale del latte bolognese: "Causa crisi buste paga da galera, ma lo stabilimento è in salute. Questo è sfruttamento del lavoro". L'azienda: "Anche noi parte lesa, colpa della cooperativa che li ha assunti"