Lotte in corso. ITALIA
Lavoratori scortati dalla polizia per entrare in fabbrica. E’ quanto è accaduto in queste ore davanti allo stabilimento di Pomigliano d’Arco dove Fiom e Slai Cobas hanno indetto un sit in di protesta contro il primo sabato di recupero. La polizia ha usato la mano dura nei confronti di sindacalisti e lavoratori. La tensione è salita quando un piccolo gruppo di manifestanti si è staccato dagli altri presenti nella zona e, preceduto da uno striscione con la scritta ''No al reparto confino di Nola'' si è diretto verso la strada per tentare di convincere i lavoratori a non entrare al lavoro. Le forze dell'ordine li hanno dapprima bloccati e poi caricati. Un manifestante è stato colto da malore, e portato via in ambulanza.
Siamo alle solite. Tornano le paure: quarantamila posti di lavoro sono a rischio, dicono, quasi dimenticando il vero colpevole di questa situazione. Una richiesta di sequestro preventivo di beni, per l'equivalente di un ammontare complessivo di 9,3 miliardi di euro, ai danni della famiglia Riva. Quei soldi, spiegano i Pubblici Ministeri, sarebbero dovuti servire ad ambientalizzare l'azienda.
E' inutile rimarcare tutto quello che il Comitato ha evidenziato ed anticipato negli ultimi dieci mesi.
Il movimento di lotta nella logistica sta crescendo e sviluppando in modo rilevante. Lo dimostra anche la partecipazione ed il risultato dell'ultimo sciopero del 15 maggio scorso che ha visto coinvolti migliaia di lavoratori in tutti i più grandi centri di lavoro, dall'Interporto di Bologna, alla Cittadella della Logistica di Padova, a tutte le altre realtà della logistica: Bartolini, TNT, Artoni, GLS, DHL, SDA, STEF, IKEA e molti altri magazzini a Milano, Piacenza, Brescia, Bologna, Verona, Padova, Treviso, Torino, Ancona, Roma…
Un movimento che, partendo dalle rivendicazioni per il miglioramento delle condizioni di lavoro e degli aspetti retributivi, per un nuovo contratto che preveda un trattamento economico e normativo che possa consentire un salario decente, garanzia dei diritti, tutela della dignità dei lavoratori, vuole ora puntare più in alto, mettendo nell'obiettivo l'attacco al sistema di sfruttamento basato sulle cooperative e sulla figura del socio lavoratore.
Riprendono a protestare gli sfruttati dei grandi marchi.
Ancora sciopero. Ancora blocchi e picchetti dei lavoratori della logistica. Quell'importante hub merci che è la pianura padana è stata nuovamente l'epicentro delle lotte dei facchini impiegati nelle cooperative che gestiscono e organizzano lo smistamento su gomma: Milano (in particolare la Dhl di Settala), Piacenza, Brescia, Bologna, Verona, Padova, Treviso e poi più a sud, i magazzini Bartolini ad Ancona e a Roma (dove ha aderito anche la Sda).
L'assemblea interregionale dei delegati sindacali S.I. Cobas e A.D.L. Cobas riunitisi il 19 aprile a Bologna, in relazione alla vertenza sul rinnovo del CCNL di settore (trasporto merci e logistica) scaduto il 31/12/12 e alle condizioni lavorative effettivamente esistenti nei vari magazzini, rivendicano l'applicazione di medesime condizioni contrattuali indipendentemente dalla committenza di riferimento e dalla cooperativa/società di appartenenza.
Da due giorni gli aderenti al sindacato Si.Cobas fermano i tir in entrata e uscita dalla centrale del latte bolognese: "Causa crisi buste paga da galera, ma lo stabilimento è in salute. Questo è sfruttamento del lavoro". L'azienda: "Anche noi parte lesa, colpa della cooperativa che li ha assunti"
La cronaca del disastroso concerto del Primo Maggio a Città della Scienza organizzato dai sindacati, protagonisti di una rissa con lavoratori della FIAT Pomigliano, piccoli imprenditori, studenti, disoccupati e attivisti dei centri sociali. Il concerto è stato annullato definitivamente dopo alcune ore di interruzione.
Ancora una protesta all'alba contro i provvedimenti di Astercoop. Coinvolti lavoratori stranieri accusati di avere creato "disordini e dissidi all'interno del magazzino". Uno degli accusati nei giorni incriminati era in malattia: "Lo fanno perchè siamo iscritti al SI Cobas".
Tornano i blocchi di fronte al magazzino di Coop Centrale Adriatica. Un centinaio di facchini si sta astenendo dal lavoro, e dall'alba blocca l'entrata e l'uscita delle merci. La protesta nasce dalla decisione di Astercoop, la coop che gestisce il magazzino di Centrale Adriatica, di sospendere 16 facchini.
Contestazioni disciplinari per Astercoop, motivi politici per i Si Cobas che da mesi guidano la protesta all'interno del magazzino che rifornisce di merci tutte le Coop del bolognese.
"Il nuovo quarto stato... Per la prima volta precari napoletani e immigrati in piazza insieme contro la crisi e per il salario garantito: attese circa diecimila persone!"
Ma i disoccupati italiani non pensavano che "gli immigrati ci rubano il lavoro"!??
Invece a volte, per fortuna, succedono cose nuove. Ad esempio venerdi 19 aprile a Napoli.
Per la prima volta migliaia di migranti e rifugiati si mobiliteranno per lottare contro la crisi che li strangola come tanti altri lavoratori e precari di questo paese. E lo faranno insieme ai disoccupati e precari napoletani che hanno risposto positivamente all'appello!
Uno sciopero nazionale. È quello che ha visto protagonisti, lo scorso 22 marzo, gli operai della logistica e del settore trasporto merci che lavorano per marchi come Tnt, Gls, Sda, Bartolini e Ups. Un'iniziativa che, spiega Mohamed Arafat, autotrasportatore egiziano della Tnt di Piacenza da sempre in prima linea, non nasce oggi, ma affonda le sue radici in lotte durissime che continuano da almeno due anni.