Lotte in corso. ITALIA
8 Luglio 2011
Operai in piazza contro i carichi di lavoro, la precarietà e la firma della Cgil sull'intesa con Confindustria, Cisl e Uil
Ieri mattina due ore e mezza di sciopero e un corteo degli operai della Piaggio di Pontedera che intorno alle 9 del mattino in centinaia sono usciti dai cancelli della fabbrica e hanno sfilato per le strade della città fino a concludere la manifestazione con un comizio sotto il Comune, per far sentire la loro voce e la loro protesta anche alle istituzioni locali.
Ormai da tempo i lavoratori della fabbrica delle due ruote denunciano le pesanti condizioni all'interno dello stabilimento, l'aumento dei ritmi di lavoro, il ricorso sempre più massiccio alla flessibilità, senza che vi siano risposte e interventi da parte dell'azienda, la quale però ogni trimestre parla di dati e fatturati in crescita, fortificando la sua posizione sul mercato italiano ma anche su quello estero.
30 maggio 2011
Dopo aver incontrato gli ex lavoratori della Multimedia Planet di Bitritto e dopo aver condiviso le problematiche che affliggono i relativi settori, il coordinamento del terzo settore ha deciso di sostenerli. La critica congiunta all'immobilismo sindacale, sostenuta anche da studenti da altri lavoratori precari e da disoccupati, è stata lanciata durante il 27 Maggio, giorno di inaugurazione della nuova Camera del Lavoro CGIL a Japigia.
1.400 metriquadri di nuova sede ci auguriamo che servano a coordinare lotte e a dare indicazioni reali ai lavoratori e ai disoccupati rispetto alle modalità di attacco organizzato alle condizioni di vita e di lavoro che quotidianamente peggiorano e non solo per cocktail party privati. Ricordiamo che da statuto sindacale le Camere del lavoro appartengono ai lavoratori e alle lavoratrici e, come abbiamo ricordato dal basso (visto che non c'è stato concesso di salire) con megafono, se le stesse continuano a restare solo archivi di vertenze separate, ce le riprenderemo con la forza.
Di seguito i due volantini distribuiti durante il 27 Maggio.
7 maggio 2011
Il coordinamento dei lavoratori del terzo settore insieme ad altri lavoratori precari e inoccupati che hanno preso parte alle assemblee metropolitane organizzate pubblicamente a Bari, aventi come finalità la costituzione di uno spazio di riflessione allargata a quanti oggi vivono sotto lo scacco di questo sistema economico, hanno deciso collettivamente di non seguire il corteo che trasportava la salma della classe dei lavoratori ma di aspettarlo in piazza, per poter interagire e scambiare esperienze con quanti erano presenti sul e sotto il palco della CGIL.
Coordinamento lavoratori del Terzo Settore
In questo giorno di sciopero parliamo a chi quotidianamente vive la condizione di lavoratore,di disoccupato o di inoccuppabile - A chi subisce il ricatto del lavoro in cambio di retribuzioni e paghe da fame - A chi ne ha abbastanza della crescente pressione esercitata sulle nostre vite da questo sistema economico
Chi ha famiglia, chi non ce l’ha, chi vive in coppia o chi da solo, condivide la stessa condizione …NON CE LA FACCIAMO A STARE IN AFFITTO, A PAGARE BENZINA E CURE, A STARE AL MONDO… A PENSARE AL FUTURO COME LO VORREMMO
Giovedì 7 Aprile alle ore 18.15 c/o Associazione Cama Lila via Castromediano, 66 Bari
Il coordinamento intende utilizzare lo sciopero generale del 6 Maggio, indetto dalla CGIL, per presentarsi a livello territoriale e per entrare in contatto con le altre parti sociali in lotta a livello locale.
L'assemblea si propone di costruire una piattaforma condivisa che esprima in maniera chiara e determinata le nostre rivendicazioni e che ci dia la forza necessaria per unirci allo sciopero e di rilanciare lo stesso affinché diventi una pratica reale di attacco alle attuali condizioni di lavoro e di vita.
c/o Associazione “Cama Lila” in via Castromediano, 66 (Bari) – Lunedì 7 Marzo ore 20:00
Il Terzo Settore, oggi, si compone di esperienze diverse che vanno dalle cooperative sociali ai consorzi, dalle associazioni ai lavoratori soci e non soci contrattualizzati da organizzazioni del sociale o da Pubbliche Amministrazioni.
Al di là delle diversità, i lavoratori di questo settore vivono quotidianamente la stessa realtà e subiscono le medesime contraddizioni: ritardi perenni nei pagamenti nella maggior parte dei casi, salari congelati, ore di straordinario non programmato né retribuito.
Le condizioni di lavoro diventano sempre più intollerabili e si manifestano al di là della tipologia di contratto: a progetto spesso annuale o di pochi mesi, a tempo determinato o indeterminato.
Se una risposta a questo stato di cose, oggi, viene trovata nella temporanea mancanza di liquidità da parte delle organizzazioni, che a loro volta subiscono il ritardo di trasferimento di fondi dalle casse delle amministrazioni o nella lentezza della burocrazia, domani la causa sarà la mancanza reale di fondi destinati alla spesa sociale.
Modena, assemblea pubblica del 26 marzo 2011
Operai, lavoratori: anni di sacrifici, infortuni, morti sul lavoro, bassi salari, flessibilità e ritmi di lavoro esasperanti, non hanno garantito un futuro migliore a noi e ai nostri figli, come ci hanno fatto credere i padroni, i governi di destra e di sinistra e i sindacati concertativi. Le loro parole d’ordine erano: battere la concorrenza e conquistare nuovi mercati.
Così facendo hanno messo operai contro operai e sono riusciti a ridurre i diritti e i salari di tutti i lavoratori a livello mondiale. Questa pratica politica ha fatto sì che i padroni incrementassero i propri profitti e gli operai diventassero sempre più poveri. Quando poi la contrazione economica e la crisi da sovrapproduzione hanno reso impossibile un’ulteriore rivalutazione dei profitti attraverso il processo produttivo, quei profitti si sono riversati nel mercato della speculazione finanziaria.
Questo ha prodotto altri effetti terribili sulla vita di milioni di lavoratori. Abbiamo tutti davanti agli occhi le vicende delle crisi greca e irlandese: denaro pubblico utilizzato per salvare banche e aziende che hanno vissuto rapinando i risparmi e il TFR dei lavoratori.
Domenica 23 Gennaio alle ore 18.00 presso il Mercato Occupato di Bari
(Via Vitantonio Di Cagno, Bari)
è indetta un’ Assemblea Metropolitana dei Lavoratori pugliesi del terzo settore.
A partire dalle riflessioni circolanti all’interno di gruppi di lavoratori che vedono sempre più peggiorare le proprie condizioni di vita per via della crisi del sistema economico e del crescente impoverimento che ci nega l’acceso a beni e servizi, l’esigenza di confrontarsi in maniera allargata rispetto al presente e al futuro, è diventata una necessità.
Il terzo settore, macchina di produzione di servizi, risente come tutti gli altri ingranaggi produttivi dei tagli e della riduzione di risorse finanziarie da parte dei Governi. La crisi del sistema finanziario è anche crisi del Welfare che si traduce in peggioramento delle condizioni lavorative di chi lavora nelle diverse organizzazioni siano esse sociali, sanitarie, culturali.
Ritardi geologici delle retribuzioni, salari congelati, tempi di lavoro prolungati, precarietà e licenziamenti sono gli effetti che accomunano tutti i lavoratori, compresi quelli del terzo settore.
Gennaio 2011
Ha vinto Marchionne per 400 voti degli impiegati, che alla Fiat sono la parte escrementizia del proletariato. Gli operai hanno votato no, mostrando il coraggio mancato alla FIOM che non ha dato indicazioni. Ma non è questo il problema. Il problema è che gli operai sono andati a votare. Come se fossero in consiglio di amministrazione e avessero dovuto prendere in quella sede provvedimenti su sé stessi. E' il risultato ultimo della malattia ordinovista che da Torino impesta da novant'anni il proletariato italiano e che nel dopoguerra aveva già partorito i Consigli di Gestione. I proletari decidono di sé stessi unicamente con la lotta di classe, e se hanno bisogno di votare lo fanno solo per deciderne le modalità. Tantomeno votano con la pistola del ricatto puntata alla tempia, costretti a sancire la tesi dell'interesse comune fra proletari e padroni. Il battilocchio Marchionne farà comunque ciò che gli ordina il capitale azionario in rapporto al mondo intero fregandosene di quei 5.139 dipendenti, qualunque cosa abbiano votato. I proletari in tutto sono un miliardo e mezzo, ma se non si uniscono e lottano, per i Marchionne del mondo sono solo carne da lavoro.
n+1 newsletter n°169
CONTRO IL LOGORIO DELLA SCHIAVITÙ MODERNA IN FIAT SI SCIOPERA!!!
Ci risiamo, ci hanno rubato 600 euro e non hanno assunto gli interinali. Ci stanno preparando la forca; usando il piano Marchionne come ariete contro noi operai e a seguire per tutto il mondo del lavoro. Perché dietro al ricatto del posto di lavoro, c’è la necessità padronale di tenerci sottomessi. E non sarà di certo con l’aumento della produttività che la FIAT vincerà la concorrenza sui mercati, essendo questi oberati di merce invenduta. Tanto più che la FIAT è tra le case automobilistiche che vende meno auto. Noi operai, dovremmo porgergli il collo come agnelli sacrificali e farci sgozzare, senza reagire. Siamo stati portati in tribunale per aver difeso i nostri interessi operai. La causa è ancora aperta e la FIAT ha la faccia tosta di venirci a comandare degli altri sabati straordinari. È una prova di forza per vedere se qualche organizzazione è disposta a cedere per rompere il fronte? Per queste ed altre infinite ragioni dichiariamo sciopero i sabati 15 e 22 di gennaio 2011.
Per lo scorrimento lo sciopero è da effettuarsi nel giorno di riposo
RSU SI COBAS NEW HOLLAND MODENA - SI COBAS MODENA 7.01.2011
[tratto da www.sicobas.org]