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Rivolta di Rosarno, CalabriaLotte in corso. ITALIA

lodi24 novembre 2010

MARTEDÌ 30 NOVEMBRE 2010 ALLE ORE 14,30 PRESSO IL TRIBUNALE DI LODI SI SVOLGERÀ IL PROCESSO PER LO SCIOPERO INIZIATO IL 30 DICEMBRE 2009 ALLA FIEGE BORRUSO DI BREMBIO, IN CUI FULVIO DI G. E G. E. FURONO ARRESTATI E RILASCIATI IL GIORNO SEGUENTE. L'ACCUSA È DI RESISTENZA E LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE.

nuovi_schiaviUna storia di ordinario e disumano sfruttamento

Quello che vogliamo raccontare è la storia dei lavoratori di una cooperativa che lavora presso il capannone GLS Italy di Cerro al Lambro, la cooperativa Papavero; una cooperativa di facchinaggio come tantissime altre nell'immenso arcipelago delle cooperative, che manifesta ormai una tendenza a coprire tutta l'area del lavoro subordinato. E come quasi tutte le storie che riguardano il mondo delle cooperative, è una storia fatta di sfruttamento disumano, di violazione continua e sistematica dei diritti dei lavoratori, di mancato rispetto dei contratti, di maltrattamenti e di umiliazioni.

Di cooperative vere, genuine ce ne sono poche, la maggior parte sono false cooperative, messe in piedi dalle stesse imprese committenti attraverso la creazione di società da loro direttamente controllate, oppure attraverso dei semplici prestanome. Cooperative costituite da consulenti o commercialisti dell'impresa committente per somministrare manodopera nelle aziende dei loro clienti. Esistono cooperative “fatte in casa” dall'amministratore delegato della committente che ne affida la gestione ai propri familiari.

billa_ott10COORDINAMENTO IN SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI DELLE COOPERATIVE.

- ore 5,30: una cinquantina di persone, i primi a giungere a Villamaggiore si muovono dalla stazione dei treni per andare davanti agli adiacenti cancelli del polo logistico dentro il quale hanno sede i magazzini BILLA (ex Standa), appaltati alla cooperativa C.L.O. (Cooperativa Lavoratori Ortomercato che, con oltre 2000 dipendenti, é la stessa che gestisce una buona fetta dell'ortomercato milanese di via Lombroso).

porto LaSpeziaLICENZIARE TRE LAVORATORI PER SPAVENTARE TUTTI GLI ALTRI!

Che cosa succede nel porto dei record de La Spezia?

Per capirlo bisogna grattare la patina dorata dei dati di carico/scarico dei container, un +40 per cento nell’ultimo anno, comunicati “trionfalmente” a mezzo stampa dal presidente dell’autorità portuale Forcieri, con il compiacimento della stragrande maggioranza delle forze politiche e sindacali cittadine, come se il merito di questo “record” dipendesse dalle loro chiacchiere!

La realtà, che emerge sotto l’arida matematica delle cifre, è data dall’aumento smisurato dello sfruttamento dei lavoratori portuali; turni di lavoro massacranti, flessibilità estrema, diritti elementari come il riposo e la sicurezza calpestati regolarmente, una paga-base da fame!

ciack_venezia

Ciak... e ai lavoratori girano

Lunedì 14 giugno 2010 si è svolto un duro confronto con i consiglieri comunali da parte degli ex lavoratori delle portinerie di Ca’ Foscari che da quasi sette mesi, e malgrado due dispositivi del Tribunale del lavoro di Venezia che ordina il loro reintegro immediato sul posto di lavoro, sono ancora a casa e in balia delle vacue promesse solidaristiche degli enti amministrativi cittadini e dello Stato. Anche in questa occasione il Coordinamento dei Lavoratori della Cultura in Lotta è stato accanto alla situazione di sofferenza di questo appalto che sta per perdere il sussidio di disoccupazione e che se non verrà reinserito come stabilito dai giudici presso Ca’ Foscari corre il serio rischio di sfociare in un gravissimo problema di ordine pubblico accanto ad altre realtà culturali precarizzate in città.

Da www.infoaut.org

Grugliasco (Torino) - La Global Business, come già riferito su questo sito, è un'impresa che ha deciso di chiudere lo stabilimento di Grugliasco per riaprire l'attività a Volvera con una diversa conformazione proprietaria.

L'operazione, orientata a ridurre i costi del lavoro, mira sostanzialmente a licenziare i dipendenti di Grugliasco che hanno forme contrattuali maggiormente "garantite" per assumere personale con nuove forme di contratto, ricorrendo soprattutto a cooperative. Ieri, lunedì 3/5 si è  tenuto all' AMMA il previsto incontro fra proprietà e sindacati per un primo confronto sulla sorte dell'azienda e dei lavoratori. Un incontro che ha avuto un esito decisamente negativo: il titolare (nel ruolo di "proprietario" dei debiti e responsabile legale dei dipendenti) ha abbandonato il tavolo del confronto rifiutando ogni tentativo di mediazionee confermando la chiusura definitiva dello stabilimento di Grugliasco.

Comunicato stampa

GRANDE PARTECIPAZIONE OPERAIA E PROLETARIA ALL'ASSEMBLEA, INDETTA DAL COMITATO DI LOTTA NATO ALLA FIEGE BORRUSO DI BREMBIO, TENUTASI PRESSO LO SPAZIO POPOLARE LA FORGIA DI BAGNOLO CREMASCO IL 17-1-2010.

Oltre centocinquanta  operai e proletari, fra cui molti migranti, e compagni che sono accorsi a sostegno dei picchetti dei lavoratori delle cooperative hanno partecipato all’assemblea promossa dal Comitato di Lotta che si  è costituito durante gli scioperi e i picchetti alla Fiege Borruso di Brembio.

diaciamo noPer chi sta in alto discorrere di mangiare è cosa bassa. Si capisce: hanno già mangiato.
Bertolt Brecht

Apprendiamo dalla stampa locale (cfr. La Nuova di Venezia) che in data 30 luglio 2010 è stato siglato l'accordo sui precari della Biennale di Venezia con il quale si sancisce la precedenza dei lavoratori "storici" nelle assunzioni stagionali. Secondo la stampa è previsto un "tavolo" onde costruire un "bacino di risorse professionali per le esigenze degli enti culturali della città". Secondo la Cgil "è un accordo importante ottenuto grazie alla partecipazione dei lavoratori".

In quanto Coordinamento dei Lavoratori della Cultura in Lotta non riteniamo che un simile patto possa essere definito "importante" poiché ratifica l’estromissione di parecchi precari, lasciati a casa senza alcuna garanzia di sostentamento, e decurta il monte ore complessivo dei prestanti servizio.

Sostegno ai lavoratori licenziati

corderie Biennale Venezia

Riflessioni collettive sulla macchina culturale a propellente umano

Da qualche decennio si è cominciato a riferirsi a Venezia come macchina culturale. Il termine, innocuo all’apparenza, nasconde una molteplicità di operazioni di “valorizzazione” del patrimonio artistico e culturale dove il recupero di palazzi e strutture di pregio architettonico costituisce un’importante opportunità per imprese edili e di restauro per macinare ingenti profitti. A questo si assomma la crescente “vocazione al contemporaneo” con l’ingresso di privati (vedi Pinault a Punta della Dogana e Palazzo Grassi) a gestire spazi ed eventi di risonanza mondiale. Perciò Venezia si trova a sopportare una pressione antropica di notevole entità, soprattutto nei periodi in cui coincidano più eventi, che viene gestita con l’utilizzo di nuove figure flessibilizzate da ingranare nella macchina per farla funzionare a pieno regime.