Lotte in corso. ITALIA
E' il primo vero sciopero organizzato contro Eataly in Italia e a guidarlo sono alcuni dei ragazzi che lavorano presso lo store di Firenze: quelli che non vedranno rinnovato il loro contratto a fine agosto, così come il 50 per cento degli assunti dall'apertura del negozio nel dicembre 2013. Ma nella loro protesta, appoggiata dal sindacato dei Cobas, c'è di più: "Orari estenuanti, turni comunicati il giorno prima, mancanza di rappresentanza sindacale e poca sicurezza sul lavoro". Il tutto unito a un "clima di terrore" perpetuato dai responsabili. Lo "squalo capitalista" così viene chiamato Oscar Farinetti – fondatore della catena – non ha ancora commentato l'accaduto. Il figlio Francesco, invece, replica: "Molte tensioni sono provocate da un solo dipendente", ma i ragazzi rispondono: "E' una scusa, siamo attivi da mesi".
Il tempo inclemente e le piogge del mattino hanno riversato su Ikea di Pisa migliaia di persone, una folla composita che per due ore ha incontrato il presidio organizzato da realtà sociali e politiche di Lucca e di Massa e dalla confederazione cobas di Pisa.
Giornata di mobilitazione nazionale, sabato 23 agosto, la seconda in due mesi, promossa dal Sicobas, dal Cobas lavoro privato di Pisa, da i Clash city workers e da una miriade di realtà, collettivi che hanno messo al centro del loro operato la solidarietà attiva verso i lavoratori delle cooperative appaltatrici che operano nella logistica, cooperative che rappresentano lo strumento migliore per sfruttare intensivamente la forza lavoro e allo stesso tempo salvano lì’immagine di Ikea.
Questa mattina la provincia di Massa Carrara si è svegliata con una sorpresa: un ritrovato protagonismo operaio.
Ai Nuovi Cantieri Apuania molte decine di persone hanno partecipato al presidio indetto a sostegno dello sciopero dei lavoratori, che protestavano contro i vergognosi licenziamenti e il surreale clima intimidatorio instaurato in azienda dal padrone Costantino.
Questa è una vicenda che si protrae da diverso tempo, ma che ha avuto nelle ultime settimane l'apice, quando l'arroganza padronale ha colpito dapprima due lavoratori licenziati per motivi futili e successivamente due lettere di contestazione (vere e proprie anticamere del licenziamento) per due RSU.
La lotta dei lavoratori Ikea è la lotta di tutte e tutti
Parte così l'appello per un weekend di mobilitazione nazionale a sostengo dei 24 facchini dello stabilimento Ikea di Piacenza, licenziati senza preavviso, dopo che avevano osato formare il sindacato nei magazzini e chiedere un contratto degno, quantomeno in regola con il contratto nazionale. Contro di loro, oltre alla multinazionale svedese ed alle cooperative ambigue e criminali, si sono scagliati istituzioni e stampa locali, forze politiche parlamentari e sindacati conniventi.
Gli operai Piaggio hanno contestato il presidente e Ad con bandiere Fiom e cori, ma lui non si è fatto vedere, asserragliato all'interno del museo Piaggio
PONTEDERA — Sono le 10. In viale Piaggio scatta il blocco del traffico con tanto di poliziotti e agenti dell'Unione a sbarrare il passo alle automobili.
Dall'incrocio con via Roma si sentono e si vedono i sindacalisti della Fiom, quelli del consiglio di fabbrica, con i lavoratori in sciopero davanti al museo Piaggio. Dentro c'è Roberto Colaninno l'Ad e presidente del gruppo, che è arrivato a Pontedera nella prima mattina per l'incontro semestrale con i dirigenti.
Era ormai una settimana che con scioperi a scacchiera l'agitazione degli operai della Piaggio ostacolava la produzione negli stabilimenti di Pontedera, Pisa. Oggetto della lotta portata avanti dalle RSU Fiom è il nuovo integrativo, firmato da FIM e UILM con l'azienda, che prevede di soddisfare le esigenze di aumento della produzione servendosi degli sgravi fiscali dei contratti di solidarietà e utilizzando i precari con contratto part-time verticale solo per i mesi estivi. Gli scioperi degli scorsi giorni chiedevano, per contro, un tavolo per la stabilizzazione dei precari e il conguaglio dei premi che non vengono pagati agli operai dal 2012.
11 luglio. Il vertice europeo a Torino è stato annullato. Come spiegare che di una questione tanto "cruciale" e "urgente" se ne potrà parlare, con tutta calma, "forse" alla fine della celebrata presidenza italiana o addirittura oltre?
Evidentemente non è proprio considerata una notizia. Difficile trovarne qualche traccia fuori dalle pagine di questo giornale. Eppure la cancellazione del vertice dell'Unione europea sulla disoccupazione giovanile previsto per il prossimo 11 di luglio a Torino e il suo "probabile" rinvio a fine anno nella sede di Bruxelles, annunciato da Renzi al margine dell'incontro con Van Rompuy, non è proprio un'inezia.
A motivare il rinvio e lo spostamento del summit per conto del governo italiano ci ha pensato il ministro del lavoro Giuliano Poletti, evocando gravi rischi per l'ordine pubblico connessi con le mobilitazioni internazionali convocate a Torino per contestare il vertice.
Riceviamo e pubblichiamo:
Sciopero improvviso dalle 3.00 di questa mattina ai magazzini Bartolini di via Capranese, zona Roma est. In vista del cambio di appalto, i lavoratori impiegati nel magazzino sono stati licenziati con la vaga promessa di essere riassunti dalla cooperativa entrante. I facchini non ci stanno e chiedono la riassunzione di tutti gli operai e l'applicazione dell'attuale contratto di lavoro. La quasi totalità dei lavoratori ha incrociato le braccia e presidia i cancelli del magazzino. Fino a quando le richieste non saranno soddisfatte, lo sciopero proseguirà.
Dall'Ikea di Piacenza al consorzio agroalimentare di Torino (Caat), la lotta nel settore della logistica continua e si estende. Siti, blog e social network fanno da cassa di risonanza alle mobilitazioni e rappresentano la rete logistica della lotta.
La scorsa notte al Caat di Grugliasco la polizia ha caricato i manifestanti e lanciato diversi lacrimogeni. Gli scontri non hanno fatto desistere i lavoratori che hanno continuato a presidiare i cancelli dello stabilimento fino alla mattina. Attorno alle 9.00 un camion, tentando di forzare il blocco dei lavoratori, ha investito un gruppo di manifestanti.
Granarolo. Dai dipendenti comunali 300 euro in buoni pasto per sostenere la lotta dei lavoratori, i lavoratori dei nidi annunciano il boicottaggio dei prodotti dell'azienda, la solidarietà degli scrittori bolognesi.
Un corteo chiassoso e partecipato ha attraversato ieri Bologna dalla parte dei lavoratori della logistica in lotta per diritti e dignità contro Granarolo, Legacoop e i poteri costituiti di Bologna la "rossa". "È finito il tempo della paura, è finito il tempo dei ricatti" hanno scandito le 1.500 persone in corteo. "Se toccano uno, toccano tutti" recitava uno striscione calato dalle scalinate del giardino della Montagnola. Ad aprire la manifestazione un lenzuolo con una scritta in italiano e in arabo: "Per la dignità sciopero fino alla vittoria", firmato dal "Presidio permanente Granarolo".