Lotte in corso. EUROPA
Appello rivolto dai lavoratori spagnoli di Amazon ai lavoratori di tutta Europa di Amazon per un giorno di sciopero nella seconda settimana di luglio, durante il Prime Day; perché organizzare uno sciopero transnazionale è l'unico modo per impedire alla multinazionale dell'e-commerce di usare la propria rete logistica per mitigare gli effetti dello sciopero. Sul sito Amazon en lucha è possibile trovare l'appello tradotto in diverse lingue (castigliano, inglese, francese, tedesco).
La #MayDay2018 si è conclusa con le immagini di vetrine infrante e il fumo di lacrimogeni nel centro di Parigi, e con gli arresti dei manifestanti turchi che cercavano di raggiungere piazza Taksim a Istanbul, luogo simbolo del movimento operaio, ma off limits il Primo Maggio. In Italia, all'interno dei cortei cittadini (a Milano, Bologna e Torino), ci hanno pensato i rider in lotta, le maestre autorganizzate e i facchini della logistica a rianimare un pò le piazze.
Nella capitale tedesca, lo scorso 24 aprile, Jeff Bezos, presidente e amministratore di Amazon, ha ricevuto il premio "Axel Springer Award", che viene consegnato ogni anno a "personalità eccezionali che si sono distinte nell'innovazione, creando nuove strategie di mercato e mentalità, con attenzione alla responsabilità sociale". Il sindacato tedesco United Services Union (ver.di), che rappresenta i lavoratori tedeschi del terziario, tra cui quelli di Amazon, ha colto l'occasione per mobilitare centinaia di iscritti, scioperando in vari hub del colosso commerciale (Lipsia, Werne, Rheinberg, Bad Hersfeld, Coblenza e Graben) ed organizzando una manifestazione di fronte alla Springer-Haus di Berlino, luogo in cui si è tenuta la cerimonia.
I sindacati dei ferrovieri non vogliono la riforma del settore: in programma fino a giugno altre 34 giornate di agitazione
Seconda giornata di sciopero dei ferrovieri in Francia, un'agitazione che anche oggi sta bloccando 3 treni su 4. Dopo la liberalizzazione del mercato del lavoro la contestata riforma del settore ferroviario è la sfida decisiva del mandato di Emmanuel Macron. Il premier Edouard Philippe ha annunciato ai suoi connazionali che "ci aspettano giornate difficili" nello scontro tra Macron e i sindacati, paragonandolo alla battaglia tra la premier Margaret Thatcher e i minatori britannici negli anni ottanta.
Traffico ferroviario bloccato, voli annullati, scuole chiuse per lo sciopero generale di oggi contro i progetti di privatizzazioni di Macron, "per un servizio pubblico di qualità e per la difesa del loro statuto", secondo le parole d'ordine delle 180 manifestazioni che si sono svolte durante la giornata in tutto il Paese. A Parigi decine di migliaia di persone hanno seguito gli studenti medi che hanno preso la testa del corteo dei lavoratori del trasporto pubblico partito e dei ferrovieri da Garde du Nord per dirigersi verso la Bastiglia. I medi sono stati caricati più volte dalla polizia, con idranti e gas lacrimogeni. Il racconto di Simone, fotoreporter e nostro collaboratore da Parigi. Ascolta o scarica
I sindacati spagnoli Ccoo e Ugt hanno definito un "successo totale" lo sciopero di 48 ore iniziato oggi dai lavoratori del centro Amazon di San Fernando de Henares, alla periferia di Madrid, che avrebbe registrato un'adesione del 98%. Il magazzino di oltre 75.000 metri quadrati è il primo che Amazon ha aperto in Spagna e impiega un migliaio di dipendenti "fissi" più svariate centinaia di assunti tramite società di lavoro temporaneo. Si tratta della prima mobilitazione dei lavoratori spagnoli della multinazionale, i quali chiedono miglioramenti nelle condizioni di lavoro (il volume delle attività è troppo alto) e aumenti salariali.
Jörg Hofmann, a capo del più grande sindacato dei lavoratori industriali tedeschi (2,3 milioni di iscritti), ha dichiarato che, in seguito alla rottura dei negoziati con i datori di lavoro, nei prossimi giorni i lavoratori bloccheranno centinaia di aziende.
Il fermo della produzione dovrà passare attraverso la consultazione dei dipendenti, quindi IG Metall organizzerà, per la metà di questa settimana, scioperi di 24 ore in tutto il paese. La mobilitazione, ha dichiarato Hofmann domenica scorsa al quotidiano Bild, colpirà fabbriche grandi e piccole dato che "i datori di lavoro non comprendono una lingua diversa dalla pressione".
L'IG Metall (sindacato dei metalmeccanici tedeschi) ha presentato le richieste per il rinnovo dei contratti di lavoro che riguardano circa 3,9 milioni di lavoratori dei metalmeccanici e addetti all'industria elettrica: chiede un aumento delle retribuzioni del 6 per cento, ma anche una riduzione, su richiesta individuale, delle ore di lavoro settimanali fino a 28 ore settimanali per un periodo di 24 mesi.
Il direttore generale spagnolo di Deliveroo, come d'altronde i responsabili italiani dell'azienda, parla spesso del lavoro dei rider come di un hobby o di un complemento ad altre entrate economiche, quando è ben noto che per molti lavoratori è il principale mezzo di sopravvivenza. E' per questo che i rider di València chiedono tutto il sostegno possibile per condividere sui social network l'hashtag #NoEsunHobby e così aiutare la loro lotta contro la precarietà lavorativa: "Nos gustaría contar con todo el apoyo que sea posible, tan solo comparte alguna publicación nuestra junto al hashtag #NoEsUnHobby para ayudar a que nuestra lucha contra la precariedad laboral llegue a mucha más gente!"
Il prossimo 27 ottobre a Plaza del Ayuntamento (ore 20.00 - 00.00), a Valencia, si terrà il secondo sciopero cittadino contro Deliveroo. I rider chiedono condizioni di lavoro dignitose e denunciano la condizione di falsi autonomi: "Stop Falsos Autónomos!"
"Secondo avvertimento". Così la Francia torna in piazza, martedì 12 settembre, contro il presidente Macron e la sua seconda controriforma del lavoro in pochi mesi.
Il nuovo testo riprende di fatto le norme cancellate a seguito delle proteste di piazza della primavera contro la prima Loi Travail.
Dopo aver già allentato i vincoli di licenziabilità per i lavoratori, ora Macron punta a estendere la contrattazione solo aziendale anche alle imprese medio-piccole, con una conseguente riduzione d'importanza dei contratti nazionali, oltre a depotenziare il ruolo delle rappresentanze sindacali, oltre a facilitare il lavoro domenicale e festivo.