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Rivolta di Rosarno, CalabriaLotte in corso. ITALIA

sciopero Cub trasporti MilanoDopo la precettazione imposta dalla Prefettura il 14 Aprile si sta svolgendo oggi uno sciopero dei mezzi pubblici milanesi indetto dalla Cub-Trasporti.

Lo sciopero, che durerà fino alle 15, ha visto la sospensione del servizio sulle quattro linee della metropolitana e anche i mezzi di superficie girano a ranghi ridotti.

Lo scontro sindacale in atto riguarda l'accordo sindacale firmato in vista di Expo che prevede un notevole incremento dei ritmi di lavoro con difficoltà a fruire delle ferie e esclusione di una fetta dei lavoratori ATM dall'accordo.

locandina manifestazione studenti noexpoBenvenuti Signore e Signori alla fiera internazionale di Expo 2015, nutrire il pianeta energie per la vita. Il grande evento che devasta la nostra città e che si presenta come passerella per consolidare e intensificare i meccanismi di precarizzazione della vita e del mondo del lavoro, costringendo la nostra generazione a un non-futuro. Per noi opporsi a Expo significa opporsi a un modello socio-economico di sfruttamento sia della natura che dell’uomo, che fonda le proprie basi sul profitto di pochi a spese di tutti. Expo 2015 è una vetrina della nostra società e di tutte le contraddizioni che si porta dietro, dove sfruttatori e speculatori si venderanno al pubblico come promotori di modelli di sviluppo sostenibile e dove noi saremo ridotti al solo ruolo di spettatori inermi, senza alcuna possibilità di prender parola e di manifestarne il dissenso.

manifestazione coordinamento livorno 2015Un altro grande corteo del Coordinamento lavoratori e lavoratrici.

Rilanciamo la partecipazione!  Estendiamo l'impegno unitario nei luoghi di lavoro!

La manifestazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici aderenti al coordinamento ha registrato una partecipazione imponente. I lavoratori e le lavoratrici livornesi, in modo risoluto e unitario sono scesi in piazza per chiedere LAVORO, SALARIO, DIRITTI.

Alla FIAT di Melfi i sindacati ammessi al tavolo di Marchionne hanno firmato un accordo aziendale che stabilisce l'orario di lavoro su 20 turni settimanali, cioè la turnazione a ciclo continuo con esclusione della sola domenica mattina.Un accordo che ha ricevuto e riceverà il sostegno generale di istituzioni, forze politiche e mezzi di informazione.

Fincantieri. A Riva Trigoso e Muggiano i lavoratori protestano unitariamente. Ma i sindacati sono divisi. Piattaforme e assemblee separate "Si preparano a firmare la consegna all’impresa".

Scioperi spontanei contro i microchip negli scarponi per controllare i lavoratori e la richiesta di oltre 100 ore di straordinario non retribuito. Nei tanti siti Fincantieri sparsi sulla penisola la tensione è al massimo. La trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale è vicina alla rottura. L'azienda guidata dall'inossidabile boiardo di Stato Giuseppe Bono — uno che per lunghezza di mandato confermato dai vari governi farebbe impallidire anche Ercole Incalza, è amministratore delegato del gruppo da 13 ben anni — continua a chiedere flessibilità esasperata, tagli salariali, esternalizzazioni delle attività di scafo per quanto riguarda Riva Triogoso e la separazione del comparto della meccanica dal resto del cantiere.

Volantino per lo sciopero porti del 6 marzo 2015

AL FIANCO DEI PORTUALI!
CONTRO PRIVATIZZAZIONI E SFRUTTAMENTO!
LA RESISTENZA DEVE ESSERE DI TUTTI I LAVORATORI!

La manovra del governo Renzi sugli scali marittimi ha come obiettivo la cancellazione di quelle parti della legge 84/94 che, pur avviando la liberalizzazione degli scali, consentivano comunque alla CULMV di Genova di mantenere un ruolo a tutela di tutti i lavoratori portuali. Quella legge avviava un periodo in cui i lavoratori pur cedendo su parecchi diritti mantenevano una struttura operaia importante che il governo ora vuole abbattere.

Il #Coordinamento Lavoratori e Lavoratrici Livornesi lancia il corteo per il 18 Aprile;Dall'assemblea cittadina di giovedì sera (26/2) siamo usciti ancora più convinti che il nostro percorso sia solo agli inizi.

Le testimonianze e le storie dei lavoratori e delle lavoratrici intervenuti (People Care, Ifb, Porto 2000, ex Trw, Alp, e altri) ci dicono che la situazione a Livorno purtroppo non è migliorata dal nostro corteo del 15 novembre, anzi.

Si sono aggiunte infatti altre situazioni di difficoltà, esuberi, licenziamenti collettivi, privatizzazioni. Insomma, l'attacco ai lavoratori, fedelmente in linea con la logica renziana ispiratrice del Jobs Act, prosegue e si porta dietro tutte le sue nefaste conseguenze, in primis quella dell'arricchimento di pochi e l'impoverimento di molti.

Lo scorso Ottobre abbiamo promosso una prima Assemblea Provinciale dei Lavoratori, che si era conclusa con l'impegno a proseguire il lavoro intrapreso.

Negli ultimi anni è chiaramente mancata una risposta all'attacco padronale e i cedimenti sono stati continui in tutti i settori e i luoghi di lavoro. L'obiettivo che ci proponiamo è quello di provare a trasformare l'insoddisfazione dei lavoratori per la politica sindacale in una iniziativa in grado di contrastare la pratica dei cedimenti in tutte le fabbriche, a livello provinciale, e far ripartire e sostenere la lotta all'offensiva padronale.

Stabilire rapporti costanti tra i delegati e gli operai più attivi nei diversi luoghi di lavoro è il primo passo. I confini di una singola fabbrica consentono solo una difesa limitata e parziale e crediamo che sia l'ora di provare a estendere la nostra esperienza in Piaggio e in Continental ad una pratica sindacale comune, nei metodi e nei contenuti, con i lavoratori delle altre fabbriche, in modo da creare le basi per far pesare il numero e l'unità della classe operaia sia nelle rivendicazioni a livello aziendale che nello scontro generale con il padronato.

Per sabato 14 febbraio scorso la FIOM aveva dichiarato sciopero alla Fiat di Pomigliano contro l'uso dello straordinario mentre circa 2000 lavoratori sono ancora mantenuti a casa, fuori dalla produzione. Hanno scioperato cinque operai.

Giornalisti leccapiedi e manutengoli sindacali hanno irriso lo sciopero. Per tutti i lavoratori coscienti, lo sciopero di Pomigliano ha un significato chiarissimo.

I cinque operai che hanno scioperato rappresentano meglio di ogni altra cosa la volontà e la convinzione di una classe che non intende piegare la testa.

Venerdì 30 gennaio hanno scioperato gli operai della Piaggio contro le lettere che l'azienda ha inviato a 40 dipendenti, minacciandoli di licenziamento nel caso in cui non diminuissero i giorni di malattia nel 2015.

Gli operai non hanno esitato e hanno risposto subito, consapevoli che questo comportamento intimidatorio della Piaggio non è altro che il tentativo di mettere in pratica sin da subito, senza aspettare i decreti attuativi, i contenuti del Jobs act. Ma oltre a mettere in campo celermente la loro determinazione contro le minacce, gli operai hanno attivato meccanismi di solidarietà dal basso. Lo sciopero ha valicato i cancelli della fabbrica Piaggio di Pontedera ed ha visto la partecipazione dei lavoratori SAME di Bergamo, GKN di Firenze, CONTINENTAL, CEVA di Pisa e CSO di Scandicci.