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Rivolta di Rosarno, CalabriaLotte in corso. ITALIA

Presidio mercoledì 1 luglio h18 davanti Expo Spa.

A due mesi dalla sua inaugurazione, l'Esposizione universale di Milano si sta dimostrando peggio di ogni più critica previsione: dentro il sito espositivo di Rho-Pero abbiamo infatti visto e denunciato licenziamenti politici passati sotto silenzio mediatico, la sorveglianza dei lavoratori da parte di Expo s.p.a. e questura, contratti capestro e pirata con retribuzioni più basse del 30%, sfruttamento intensivo della manodopera "volontaria" e gratuita, mancato rispetto degli accordi e dei pagamenti.

Il Coordinamento dei Lavoratori di Genova espime la propria solidarietà agli operai della SDA di Roma aggrediti da una squadra di crumiri durante uno sciopero con picchetto la mattina del 19 maggio. La loro lotta è la nostra lotta.

Condanna il vergognoso comunicato con il quale la FILT Cgil Lazio ha giustificato gli aggressori, suoi iscritti, ed attaccato i lavoratori in sciopero.

Condanna il silenzio complice di tutte le strutture locali di categoria della CGIL sull'accaduto, nonché il silenzio della confederazione.

Come precedentemente annunciato, l'8 giugno si è tenuto a Roma il corteo dei facchini della logistica per rispondere all'aggressione agli scioperanti, avvenuta qualche settimana fa, durante i picchetti davanti ai cancelli di SDA. La questura non ha accordato il permesso per il presidio dove ha avuto luogo l'aggressione. Il corteo ha quindi percorso le vie vicine al magazzino (zona industriale della Tiburtina) passando di fronte a TNT e DHL. La manifestazione è stata caratterizzata da una forte presenza delle forze dell'ordine, sia polizia che carabinieri.

Questa matina siamo stati a volantinare presso la sede Sda di Livorno per denunciare quanto accaduto a Roma il 19 maggio scorso, quando un picchetto di facchini in sciopero è stato caricato da un gruppo di crumiri che ha mandato 4 operai all'ospedale. Solidarietà ai lavoratori in lotta!

Di seguito il testo del volantino:

SE COLPISCONO UNO, COLPISCONO TUTTI.
SUI FATTI DEL 19 MAGGIO 2015 DURANTE UNO SCIOPERO DEI LAVORATORI SDA

Primo sciopero nazionale, in 25 anni di storia, per lavoratrici e lavoratori in Italia di Ikea, la multinazionale svedese dell'arredamento low cost.

Oggi, sabato 6 giugno 2015, i "co-workers" di Ikea in Italia incrociano le braccia dopo che, lo scorso 29 maggio, l'azienda ha annunciato la disdetta unilaterale di tutta la contrattazione integrativa, che prevede a esempio – come spiega quest'articolo de "Il Manifesto" – le indennità in caso di lavoro festivo o straordinario.

Negli ultimi anni i lavoratori della logistica di tutta Italia stanno portando avanti un'importante lotta per migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro. Una lotta che ha svelato lo sfruttamento che c'è dietro al sistema delle cooperative, paravento del lavoro servile in Italia e che ha visto protagonisti sopratutto lavoratori immigrati, la stessa lotta di chi occupa casa e di chi resiste agli sfratti.

Martedì 19 maggio, nell'ambito della mobilitazione nazionale dei magazzini SDA, sono di nuovo scesi in sciopero i lavoratori dei siti RM2, dell'hub e di RM1 a Roma concentrandosi a via di Corcolle (zona Tiburtina) dove sono situati l'hub e il magazzino denominato RM1. Dalle 4 di mattina i facchini sono scesi in sciopero bloccando così il flusso in entrata e in uscita del magazzino.

Dopo lo sdoganamento del lavoro gratuito e i licenziamenti politici, arriva il divieto di volantinare davanti a Expo 2015.

E' quello che è successo questa mattina ad alcuni precari che distribuivano volantini all'entrata Triulza: individuati dalla sicurezza privata del sito di Rho Fiera, sono stati segnalati alla polizia che li ha prima identificati e quindi invitati ad andarsene. Questo il titolo del volantino distribuito: "Lavorare in Expo 2015: stipendi da fame, contratti pirata e licenziamenti politici."

Ieri si è tenuta l'annunciata marcia del Movimento 5 Stelle per sostenere la proposta di legge sul reddito di cittadinanza. "Se non passa il reddito di cittadinanza saranno tutti responsabili non verso il M5S ma verso milioni di cittadini" ha detto Beppe Grillo all'inizio del corteo. E ancora: "Non è beneficenza, è un reddito per chi non ci arriva e per la dignità e i diritti delle persone. Abbiamo un sistema economico agonizzante, dobbiamo allargare e aiutare chi non ce la fa. Nessuno deve rimanere indietro". Il serpentone di cittadini indignati ha percorso a piedi la ventina di chilometri che separa Perugia da Assisi, scandendo slogan contro la disonestà dei politici e rivendicando diritti e dignità.

Protesta questo pomeriggio, venerdì 8 maggio, per i dipendenti McDonalds della centrale piazza San Babila, a Milano (uno dei main sponsor di Expo che dovrebbe "nutrire il pianeta", proprio a Milano, è giusto la multinazionale del fast food).

Nel centralissimo fast food di piazza San Babila lavoratori e lavoratrici sono entrati in sciopero: sostenuti dalla Filcams Cgil, hanno abbandonato berretti e grembiuli e sono usciti dal locale al grido di "Sciopero, sciopero" e "Dobbiamo pagarlo noi, con le nostre buste paga al palo, il prezzo di Expo?".

I lavoratori sono senza contratto da due anni e per questo hanno deciso di scioperare davanti a centinaia di residenti e turisti.

Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato martedì 5 maggio alle iniziative per lo sciopero della scuola contro il DDL del governo "La Buona Scuola". Per la prima volta dopo molto tempo, i sindacati maggiormente rappresentativi del settore (FLC CGIL, CISL scuola, UIL scuola, SNALS e GILDA) hanno promosso unitariamente l'iniziativa, organizzando cortei nelle città di Aosta, Bari, Cagliari, Catania, Milano, Palermo, Roma. I Cobas, primi promotori della mobilitazione, hanno indetto manifestazioni regionali e provinciali anche in altre città tra cui Bologna, Genova, Napoli, Padova e Torino.

A Roma si è svolto il corteo più numeroso, gli organizzatori hanno parlato di 100mila manifestanti. Non sono mancate le contestazioni a politici e sindacati. Alcuni iscritti della Cgil si sono spinti fino al palco dove la Camusso stava per prendere la parola, e hanno stracciato le loro tessere criticando duramente la strategia seguita dal sindacato.