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iww - wobbliesLavorare per vivere è un oltraggio ben noto a chiunque abbia mai lavorato. La Democrazia, il grande principio sulla base del quale la società americana è presuntamente fondata, è cacciata dalla finestra non appena timbriamo il cartellino al lavoro. Senza il diritto di decidere cosa produrre, o di come quella stessa produzione è organizzata, e solo con una piccola quota del valore di quel prodotto che trova la strada nei nostri salari, abbiamo tutti i diritti di essere incazzati con i nostri padroni.

In definitiva, certo, abbiamo la necessità di creare una società nella quale i lavoratori prendono tutte le decisioni sulla produzione e sulla distribuzione dei beni e dei servizi. Industrie dannose o inutili, come la produzione degli armamenti e quella chimica, oppure le truffe bancarie e assicurative, sarebbero eliminate. I beni veramente essenziali, come il cibo, l'alloggio e il vestiario, potrebbero essere prodotti da tutti lavorando solo poche ore settimanali.

matanza escuelaLa mattanza della "Escuela Santa Maria de Iquique"

Arrivavano a Iquique, una città del nord del Cile dov'erano ancora evidenti gli esempi di quell'architettura coloniale che gli spagnoli a suo tempo avevano disseminato in tutte le città del Sud America. Provenivano dal distretto minerario di Tarapaca, erano migliaia di uomini e di donne, in lunghe file nere e dolenti, accompagnati da vere e proprie "nidiate" di bambini. Avevano attraversato il deserto di Atacama, il deserto più arido al mondo, dove non esiste nemmeno un'oasi e passano decenni prima che le nuvole lascino cadere almeno un velo di pioggia.

A partire dal 14 dicembre del 1907 avevano cominciato a discendere il passo diretti verso la spiaggia, quasi nessuno tra di loro aveva mai visto il mare, poi si accasciavano spossati per la lunga marcia che era durata giorni e giorni. Si erano messi in sciopero pochi giorni prima, il 10 per la precisione, e poi erano partiti a piedi da una delle trenta aziende-miniere quasi tutte di proprietà di due inglesi: John Thomas North e Robert Harvey, che tutti conoscevano come "Los Reyes del Salitre" e che punteggiavano quella che in Cile era chiamata la zona del "salitre", che poi in termine scientifico è conosciuto come nitrato di potassio. Il "salitre" era allora l'elemento indispensabile per la fabbricazione di qualsiasi esplosivo e serviva anche e soprattutto per la conservazione dei salumi e della carne.

Ingresso campo di concentramento: arbeit macht freiAprile 2011

Gli effetti materiali esterni dei processi produttivi inquinanti, purtroppo per la borghesia, non nuociono unicamente ai proletari esposti ai veleni delle fabbriche in cui lavorano, tanto sono vertiginose le dimensioni raggiunte da tutta quella serie di patologie tumorali e mutagene che ricadono come una condanna capitale sull'intera specie (anche se l'incidenza delle cosiddette malattie professionali rispetta, nelle proporzioni, le cifre "materialistiche" della divisione in classi). E sebbene la scienza medica riveli spessissimo il suo carattere di strumento pilotato dalla classe dominante, i cui graduali passi avanti compiuti nella ricerca scientifica sono costantemente zavorrati e reggimentali dagli enormi interessi delle case farmaceutiche e delle varie sanità imperialistiche, ciò non toglie che sia oramai di pubblica conoscenza la conclusione che la propagazione endemica del cancro, nei paesi a più alto sviluppo, è per lo più provocata da fattori "non naturali" e quindi da sostanze chimiche dannose, prodotte dall'uomo per ripagare l'obbligata necessità di continua valorizzazione del capitale.

manifestanti con cartelli1. Introduzione

Negli ultimi tempi, le varie forme del sussidio di disoccupazione inglese, "the dole", sono state al centro di diverse proteste nel Regno Unito. Il gruppo che scrive Aufheben ha preso parte a queste proteste.

Quali proletari a cui in certe circostanze occorre ricorrere al sussidio come mezzo di sussistenza, lottare per difenderlo è tutt'uno con la difesa dei nostri bisogni. Ma questa lotta ha conseguenze che vanno al di là dei bisogni della particolare categoria dei disoccupati. Di fatto, la nostra strategia di lotta si è concentrata sulla connessione tra sussidio e salario. In un certo senso, infatti, i sussidi giocano il ruolo di valore base dei salari: se tale base viene attaccata, anche i salari sono sotto attacco.

molly maguiresAlex Campbell, John "Black Jack" Kehoe, Michael Doyle, John "Yellow Jack" Donahue ascoltavano, quasi distratti, anche senza volerlo, ci avevano fatto ormai l'abitudine, i rumori dei carpentieri che da giorni stavano costruendo la forca che avrebbe loro schiantato il collo quella mattina del 21 giugno del 1877.

Quando li vennero a prendere, Alex Campbell raccolse qualcosa da terra, poi disse ad alta voce: "Non sono colpevole!", e sbatté il palmo della mano aperta sul muro salnistroso della cella, dove era stato rinchiuso assieme ai suoi amici. Uscirono, uno dietro l'altro dall'umidità e dal buio della prigione e subito sbatterono gli occhi nel sole accecante di quella calda estate.

I "Thugs", velocemente e con perizia, legarono le mani dietro la schiena a tutti e quattro, poi li scortarono alla forca, fendendo una folla silenziosa. Ai balconi delle case in legno e sui bordi della strada polverosa vigilavano decine di uomini, tutti armati di fucile che lasciavano correre sguardi nervosi e preoccupati sulle centinaia di uomini e di donne che ormai aspettavano da ore. I primi tra di loro erano arrivati, dopo aver camminato per tutta la notte, che non era ancora sorto il sole, e subito si erano sistemati vicino al patibolo. Poi erano venuti tutti gli altri, famiglie intere, bambini compresi, se ne stavano lì, tutti in silenzio, in una sorta di minacciosa attesa.

precari_in_lottaDi fronte alla situazione generale dei lavoratori, che vedono il loro posto di lavoro farsi sempre più precario, malpagato e insostenibile, alcune ricorrenti misure finanziarie o legislative rappresentano solo una parte del problema reale.

I proletari hanno sempre vissuto in una condizione precaria più o meno accentuata a seconda della situazione economica. Ma oggi, con la crescente automazione e razionalizzazione, con il risparmio di una quantità enorme di manodopera, il posto di lavoro diventa più aleatorio che mai, e una parte crescente della popolazione diventa semplicemente superflua. Inoltre i prezzi delle merci, compreso quello della forza-lavoro, si confrontano direttamente sul mercato globale. Così un salario occidentale non può certo competere con uno cinese o indiano. Quindi leggi apposite (Treu, Biagi) prendono atto del cambiamento cercando di istituzionalizzare le condizioni "asiatiche" venutesi a realizzare sul territorio nazionale. Le aziende possono in tal modo mantenere un nucleo di lavoratori "fidelizzati", accedere a una "riserva indiana" poco costosa e senza vincoli, e sfruttare al massimo la concorrenza fra lavoratori che ne deriva. Insomma possono disporre di una forza-lavoro-usa-e-getta.

GLI OPERAI DELLA CRESSI-SUB SONO IN LOTTA!

Noi operai della Cressi-sub siamo in lotta da 20 giorni. La lotta e iniziata quando volevamo fare le elezioni per la Commissione Interna. La CI nasceva alla Cressi per contrastare in modo sistematico la politica di sfruttamento condotta da questo tipico rappresentante dell'industria chimica. Il metodo per sfruttare gli operai scelto, da questo baronetto, della chimica si può riassumere in pochi esempi: i danni provocati dal ritmo di lavoro vengono fatti pagare agli operai, e si hanno casi di arbitrarie trattenute sul salario di 90-100 mila lire, per danni; multe appioppate con totale discrezionalità dalla direzione (operai multati perchè avevano il viso voltato in modo giudicato non-idoneo). La Cressi è una fabbrica linda ed elegante, dove gli operai vengono insultati nel modo più vergognoso: "bastardo" agli uomini, "puttana" alle donne, sono i vocaboli preferiti dal signor Cressi e i suoi tirapiedi. Naturalmente, non c'è da chiedere cosa succede a chi si ribella, o semplicemente risponde! Cressi è un industriale che licenzia, e basta!

Sciopero alla Canadiense Barcellona 1919"Le notizie della situazione a Barcellona sono molto allarmanti. Lo sciopero della Canadiense è stato esteso alle altre compagnie di elettricità e delle acque. La città intera è immersa tutta la notte nell'oscurità" (ABC 27 febbraio 1919)

Con queste parole il più importante quotidiano spagnolo, commentava quello sciopero che stava paralizzando da settimane Barcellona e che all'inizio almeno, era sembrato soltanto una delle innumerevoli vertenze che quotidianamente si verificavano in tutta quanta la città.

Il tutto comincia alla fine di gennaio del 1919. Infatti quando otto impiegati annunciano alla direzione della "Riegos y Fuerza del Ebro" che vogliono aprire all'interno del loro luogo di lavoro, una sezione della CNT, vengono licenziati su due piedi da Fraser Lawton in persona, il manager inglese che dirige con pugno di ferro la "Traction Ligth and Power", di cui anche la "Riegos" fa parte e che tutti in città conoscono come "La Canadiense".

Quando ci fu la sentenza della Magistratura, in favore degli operai della Edison, quella società pagò agli operai la dovuta maggiorazione per lavoro straordinario.

In seguito a quella notizia, alcuni operai dello stabilimento si recarono dai rappresentanti di commissione interne chiedendo se fosse possibile promuovere identica istanza alla Comigliano, al che i "rappresentanti" degli operai dissero (tagliando la testa al toro) "non é possibile, esiste un accordo contrattuale in forza del quale, purché si compensi il riposo in altro giorno della settimana, il datore di lavoro può esigere dalle maestranze, sette giorni consecutivi di lavoro, gli operai della Edison appartenendo alla categoria elettrici hanno un altro contratto, ecc. ecc. "

C’era tuttavia un gruppo di operai ai quali il "non é possibile" della commissione interna non sembrava logico, così che sfruttando la necessità di espansione e popolarità di un sindacato minore si giunse alla vertenza in tribunale. C’é tuttavia da precisare che gli operai, che promossero la causa, (sono circa 110,120) non si appoggiarono al sindacato, perché li patrocinasse direttamente, bensì perché indicasse loro un avvocato disposto ad accettare il patrocinio dei loro interessi.

piqueteroMarzo 2002

"Certo, la proliferazione di queste assemblee nasce dall'odio popolare di fronte alla condotta della classe politica, ma questi meccanismi di deliberazione popolare nascondono un pericolo, dato che sono assimilabili al sinistro modello decisionale dei soviet, nei quali precipita il lirismo idealista della moltitudine, quasi sempre manipolata da una minoranza di attivisti ideologizzati." (La Naciòn del 14 febbraio 2002)

A Buenos Aires, nella Plaza de Mayo, teatro di scontri e manifestazioni durante la rivolta seguita al collasso economico e sociale dell'Argentina, si tiene il 16 febbraio la Asamblea Nacional de Trabajadores. Sono presenti 1.900 delegati, uno ogni venti lavoratori votanti nelle assemblee di base. Partecipano anche alcune migliaia di "osservatori" appartenenti alle 30 organizzazioni promotrici. Il giorno successivo i delegati si riuniscono in un teatro cittadino per votare un documento programmatico e un elenco di richieste da sottoporre al governo.